Ma chi se ne frega dei disabili? Diciamoci la verità.Ognuno pensa ai cavolacci suoi.(ministri e company compresi)




Soliti discorsi, soliti risultati. Prima di scrivere questo post vorrei fare una domanda a chi si appresta a leggere. Una domanda alla quale dovreste rispondere da soli, davanti allo specchio, sinceramente. Ma a me che cosa me ne frega delle persone con disabilità? Se foste sinceri, rispondereste che vi interessa meno di zero.Non sentitevi in colpa, è così. Viviamo in un mondo abbastanza egocentrico, cinico ed egoista che a malapena serve ad accontentare le nostre aspettative, le nostre esigenze, le nostre voglie, i nostri desideri. "Io il mio l'ho fatto, gli altri si arrangino, ho una famiglia da mantenere, l'auto nuova da comprare, quel viaggio da fare. Chissenefrega".

Se però invece di essere semplici cittadini Italiani foste delle persone alle quali altre persone hanno delegato il compito di rappresentarvi, la cosa cambierebbe radicalmente.

Candidandovi alle varie cariche alle quali siete stati eletti, vi siete presi carico di centinaia, di migliaia, di milioni di persone che contano sul vostro operato, sulle vostre azioni. Vi hanno delegato un compito importante, che loro non potrebbero svolgere, hanno creduto nelle vostre promesse e aspettano che tali promesse vengano mantenute e rese concrete da battaglie che vanno combattute con grinta e , se necessario battendo i pugni sui tavoli.


Poi, nelle comodità e rilassati dai privilegi che derivano dall'assunzione di cariche importanti come quella di senatore, deputato, o ancor meglio di ministro, ci si dimentica delle battaglie da fare e si diventa mollicci, più portati verso la lettura dei menù dei vari ristoranti della capitale, piuttosto che a quella dei dossier di gente che dal basso urla e scalpita perché il sistema cambi lo status delle persone più deboli.

Se prima di garantire un reddito di cittadinanza, aveste pensato ad un reddito di disabilità, avreste avuto il mio rispetto e quello di quasi quattro milioni di disabili che hanno votato sperando in un cambiamento vero, concreto, senza burocrazia. Sei riconosciuto disabile? (Magari dalla nascita e quindi senza ombre di speculazioni o falsi) In che percentuale? Bene, in base alla percentuali riceverai una cifra che ti permetterà di vivere in una certa tranquillità, perché se la vita in qualche modo ti ha privato dei privilegi fisici basilari, lo Stato deve intervenire e aiutarti a superare le difficoltà che incontri ogni giorno giusto?

Col cavolo! Sembra che il sistema che abbiamo in Italia per gestire la questione disabili sia costruito per rendere, spostamenti, espletamento delle pratiche, domande, concorsi, richieste e quant'altro, più difficili , cmplicati e costosi. Un piccolo esempio?

Il rinnovo della patente: Io disabile dalla nascita con una paresi sinistra devo recarmi ogni cinque anni a Treviso. Trasporto e marche da bollo varie, alla fine debbo sobbarcarmi una spesa di 170 Euro. Per fortuna quest'anno si sono accorti che "Visto che ha una invalidità permanente e che non è soggetta ad eventuali cambiamenti, non è necessario che ritorni quì la prossima volta" Grazie, ve ne siete accorti oggi che ho 63 anni?  Magari una svegliatina prima non sarebbe bastata a farmi risparmiare soldi e viaggi a Treviso? Questo è solo uno degli esempi, ma se ve ne portassi degli altri restereste veramente basiti dei percorsi ad ostacoli che un disabile deve affrontare con il grande aiuto della pensione di Stato, la carità che si esprime in DUECENTOTTANTACINQUE Euro al mese.


Reddito di Cittadinanza? No grazie.

Non compilerò la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza. Sono fermamente convinto che il disabile dovrebbe essere parificato al fruitore del reddito, solo per il fatto di esserlo, punto. Vuoi veramente aiutare il disabile, tu che sei stato eletto e che adesso siedi nella comoda stanza dei bottoni?  Porta la pensione da 285 Euro a 800 Euro, magari 1000 e aiuta così una fetta di popolazione che soffre e ha bisogno di quello che può essere considerata una base civile di sopravvivenza  nel 2019.


Tutti bei discorsi, che, al solito si perderanno nei fiumi di inchiostro che ogni giorno vengono spesi per scrivere promesse e impegni che regolarmente non vengono mantenuti. Non mi rivolgo nemmeno più al ministro per le disabilità Lorenzo Fontana. Quando visito la sua pagina Facebook mi prende un senso di angoscia. Angoscia perché mi rendo conto che qualsiasi cosa dica o scriva, quì o da qualsiasi altra parte del Web, non si sposterà di un solo millimetro l'impegno profuso alla difesa e al riconoscimento dei VERI diritti dei disabili ai quali è stato chiamato quando è stato eletto ministro. IL ministero doveva risolvere tanti problemi ma cosa a fatto? Vorrei vedere un mini elenco di quanto è stato ottenuto. Sono passati pochi mesi? Per noi che aspettiamo, nel girone dei disabili ogni mese è uno schiaffo, un pugno, una nuova sfida burocratica o architettonica da superare e sperare che chi dovrebbe agire agisca è diventato oramai un tira e molla infinito.


Sperare è sempre lecito. Ci vorrebbe molto poco da parte di chi è chiamato a cambiare veramente le cose. Un ultimo suggerimento che do sempre quando scrivo di disabilità è quello di decentrare il potere di assumere e di impiegare un disabile a livello amministrativo. Diamo il potere di farlo ai sindaci. CHi meglio di loro è a conoscenza della situazione disabili nel suo territorio? Anche per eliminare la piaga dei falsi invalidi il timone in mano della situazione al sindaco sarebbe una garanzia in più ad evitare che i furbetti dell'invalidità se gestiti come ora a livello provinciale, possano usufruire di servizi e privilegi che molte volte vengono negati anche ai veri invalidi. E' un mondo che cambia e si evolve, però se non sappiamo partire da coloro che soffrono di più , non abbiamo capito niente e non siamo degni di essere considerati un Paese civile.


Concludo questo mio post con la consapevolezza che sarà un'altro tiro di fionda che si perde nell'orizzonte del più totale menefreghismo. Il disabile è osannato e tenuto in grande considerazione quand ci sono i media e i giornali. In realtà, del suo destino e dei problemi che derivano dalla parziale o totale immobilità, non gliene frega niente a nessuno, e questo è lampante, putroppo.

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