Codognè- Chi è Lisa Tommasella che la Tribuna di Treviso da in "pole position" come candidata a sindaco?

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L'articolo di ieri della Tribuna di Treviso a firma di Diego Bortolotto  ha di fatto dato il via  a un dibattito tra le bancarelle del mercato e la gente di Codognè.  Nel leggerlo, mi sono meravigliato ed ho risposto al collega giornalista con questo post in cui esprimo il mio dissenso non certo per la paventata candidatura a sindaco di Codognè,  Lisa Tommasella   Roberto Bet, ma per il modo in cui è stata proposta dal collega come in "pole position" per l'elezione a primo cittadino.


Un momento dell'inaugurazione del Parco della Mutera 
Se fosse la meritocrazia il metro per la scelta Lisa Tommasella sarebbe sicuramente in cima alla lista delle persone che meriterebbero di fatto, e per la capacità dimostrata negli anni a gestire la "cosa pubblica, per l'impegno profuso nel decennio che ha visto il sindaco di Codognè (suo marito), e per il suo piglio deciso e distintivo nell'organizzare eventi che hanno portato il paese della Mela Cotogna ad essere conosciuto, e frequentato, da migliaia di persone ogni anno. I flussi in crescita esponenziale delle presenze alla festa della Mela Cotogna (seconda settimana di ottobre), parlano chiaro, e quella che era una piccola e quasi insignificante sagra di paese è diventata una kermesse che attrae migliaia di persone da tutto il Triveneto. Persone che grazie alla sua iniziativa, "Ristorando" hanno l'occasione di assaggiare i prodotti collegati a questo fantastico frutto, negli agriturismi, nei ristoranti, trattorie, pizzerie, panifici e pasticcerie durante tutto il mese di ottobre, dando un impulso all'economia locale e ai prodotti a chilometro zero del territorio. Quest'anno, per la prima volta si è vista la partecipazione in gran numero delle Piccole Produzioni Locali che promuovono appunto i prodotti del territorio tutelati nella qualità da un regolamento così perfetto, e privo di burocrazia che è stato copiato in molti Stati d'Europa sbarcando anche in Brasile. Ricordo con piacere quando il 24 luglio del 2015 , per la prima volta nella storia della Settecentesca Villa Toderini il prato antistante la "cartolina di Codognè" fu aperto dalla proprieta' Bonicelli, al primo ed inedito  Concerto della Filarmonia Veneta. Un vero successo di pubblico, sempre con la consueta "regia" di Lisa Tommasella. E' lei che redige ogni anno il calendario comunale, e molte altre iniziative culturali che si avvicendano nella vita quotidiana del paese e sembrano quasi "apparire" per magia. Sono frutto invece di un lavoro costante, certosino e silenzioso. Si, silenzioso perché difficilmente sentirete Lisa parlare o vantarsi delle cose fatte, dei progetti in corso, dei successi ottenuti in dieci anni di duro lavoro e impegno dietro le quinte che hanno valso a Codognè e al suo territorio una visibilità reale (e virtuale nel web) mai raggiunte prima.



                Una foto di gruppo durante la festa della Mela Cotogna 2018
In questa breve intervista (del 2015) l'allora consigliere provinciale spiega com'è cambiato il ruolo della Biblioteca Comunale di Codognè, e delle biblioteche della provincia 


Il suo è un curriculum di tutto rispetto: Laureata in Conservazione dei Beni Culturali all'Università di Udine si è poi specializzata alla Bocconi di Milano in "management" e ha conseguito poi un master sempre nella stessa specialità al Politecnico di Torino. E' stata consigliere in Provincia di Treviso e assessore alla cultura durante il primo mandato del sindaco Roberto Bet.


C'è chi si chiede se sia opportuno o meno che si candidi perché è la moglie dell'attuale sindaco. Non riesco ancora a capire dove sia il problema. Abbiamo in paese una persona qualificata, preparata e brillante, con idee e una grinta da vendere, una persona che in dieci anni ha dato dimostrazione concreta di saper gestire e far fiorire iniziative culturali e socialmente utili  a trecentosessanta gradi e ci chiediamo se sia o no il caso di candidarla? Non sarò certo io a dare questa risposta, ma se il 26 maggio 2019 troverò nella lista il suo nome, non avrò nessun dubbio. Sono sicuro che se ci fosse lei alla guida del paese potremo dormire sonni tranquilli in termini di sicurezza, di immigrazione, di attività promozionali del territorio, di lavori ed opere pubbliche e di tutto quello che un sindaco normalmente è chiamato a gestire in un paese che seppur relativamente piccolo gode di un gran numero di risorse e potenzialità, che nelle mani giuste possono essere valorizzate, come rischiano di venir buttate alle ortiche se nelle mani sbagliate. Lo dico, lo scrivo e lo affermo. Io sto con Lisa Tommasella, e se dovesse candidarsi cercherò di aiutarla in qualsiasi modo.




A chi spetta dire chi sarà il nuovo candidato alla guida del paese?

Non certo a me ne a nessun giornalista. Ricordo negli anni Sessanta, quando, ancora bambino, assistevo alle accese discussioni dei "padri storici" della politica di allora. La politica veniva percepita come un servizio alla comunità e si faceva con grande passione. Ricordo che i "veciott" come li definivo io, i saggi, gli anziani, coloro che avevano sempre il polso della situazione in mano, si trovavano con mio padre in una stanza a casa nostra.Li si decideva chi sarebbe stato il nuovo sindaco, l'assessore, i consiglieri. Bastavano loro a decidere, erano cinque, sei, al massimo sette persone. Negli anni Sessanta non serviva una laurea per diventare sindaco. Bastava la buona volontà, la serietà, la conoscenza dei problemi del paese, e una certa disponibilità di tempo da dedicare alla cosa pubblica. La quinta elementare era sufficiente, ma c'era il buonsenso.

Oggi le cose sono cambiate e chi si candida alla guida del paese dev'essere preparato, meglio se laureato. Le sfide e gli impegni sono tanti e ci vuole una certa dimestichezza nell'amminstrare la cosa pubblica, quindi l'esperienza maturata  negli anni  non solo può essere un valore aggiunto ma è indispensabile.

Ecco quindi il perché serve gente che possa traghettare Codognè nei prossimi cinque o dieci anni nel segno di una continuità che dal 2009 ad oggi grazie ad una amministrazione seria e responsabile ha ad esempio impedito che la Caserma Maset potesse venire usata come una tendopoli (vedi Oderzo). Al giorno d'oggi non si può dare niente per scontato e se è vero che come dice il Vangelo che l'albero si riconosce dai frutti, allora non ci dovrebbero essere dubbi. (Mt. 7, 15, 20)«Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete». 






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