Immigrazione. Analisi delle principali innovazioni in atto con il decreto Salvini






Abrogazione della protezione umanitaria quale istituto di carattere generale 


Senza una disciplina puntuale, per anni abbiamo concesso permessi di soggiorno senza sapere esattamente che cosa si intenda per “umanitaria” presa alla lettera, potenzialmente dovremmo accogliere e mantenere milioni e milioni di persone che vivono in condizioni di estrema povertà.

 La domanda d’asilo, però, è finalizzata ad una protezione per dei casi ben specifici, all’interno dei quali non rientrano i migranti economici. Ci sono altre strade per combattere la povertà: togliere la protezione umanitaria non significa essere meno umani, ma significa rendere consapevoli i migranti stessi del fatto che, se non rientrano in un caso specifico disciplinato dalla legge italiana, vedranno respinta la loro domanda d’asilo

E’ un passo importante: occorre qui potenziare l’informazione nei paesi d’origine in modo tale da prevenire la partenza di migranti economici.


Viene previsto il rilascio del permesso di soggiorno per lo straniero che abbia compiuto atti di particolare valore civile: 
vogliamo essere un paese accogliente con chi rispetta le regole, la nostra cultura e le nostre tradizioni. 
 In sostituzione della protezione umanitaria, sono previste delle ipotesi precise in cui è previsto il rilascio del permesso di soggiorno: ◦ Vittime di violenza o grave sfruttamento ◦ Vittime di violenza domestica ◦ Vittime di particolare sfruttamento lavorativo ◦ Condizioni di salute di eccezionale gravità ◦ Situazioni contingenti di calamità naturale nel Paese d’origine  

Solo in Italia c’era un’applicazione così estensiva della protezione umanitaria. Nel resto dei Paesi UE viene concessa solo in modo RESIDUALE rispetto allo status di rifugiato ed alla protezione sussidiaria.



RADDOPPIO TRATTENIMENTO NEI CPR


 L'articolo 2 prolunga da 90 a 180 giorni il periodo massimo di trattenimento dello straniero all'interno dei centri di permanenza per i rimpatri: questa modifica è finalizzata a facilitare i rimpatri degli irregolari. 

Se i tempi sono troppo brevi, l’irregolare non potrà più essere trattenuto e aumenterà il rischio che, per evitare il rimpatrio, l’irregolare faccia sparire le sue tracce. 

 Tale modifica è in linea con quanto dispone la Direttiva UE «rimpatri» del 2008 (Art. 15 dir 2008/115/ce). In media servono 5 mesi per completare le procedure di accertamento dell’identità e nazionalità e acquisire i documenti per il rimpatrio : i gestori dei centri di prima accoglienza, dei centri di frontiera e dei CPR devono pubblicare ogni 6 mesi la rendicontazione delle spese di gestione.



TRATTENIMENTO PER IDENTITA'


L'articolo 3 interviene sulla disciplina del trattenimento di stranieri che abbiano presentato domanda di protezione internazionale: essi potranno essere trattenuti fino a 30 gg. per esigenze motivate dalla necessità di determinarne o verificarne l’identità o la cittadinanza

 Il testo prevede inoltre che, qualora non sia stato possibile pervenire alla determinazione ovvero alla verifica dell’identità o della cittadinanza dello straniero richiedente protezione internazionale, il trattenimento possa essere effettuato, per un periodo massimo di 180 giorni, nei centri di permanenza per i rimpatri.




DIVIETO DI REINGRESSO DEGLI ESPULSI

L'articolo 5 esplicita che il divieto di reingresso nei confronti dello straniero destinatario di un provvedimento di espulsione abbia efficacia nell'intero territorio degli Stati membri dell'Unione Europea, nonché negli Stati non membri rientranti in Schengen.

 L'articolo 6 dispone l'assegnazione di ulteriori risorse al Fondo rimpatri presso il Ministero dell'interno: 500 mila euro in più per il 2018, 1 milione e mezzo in più per 2019 e 2020 



DINIEGO/ REVOCA  PROTEZIONI   CAUSA REATI



L'articolo 7 amplia l’elenco dei reati che, in caso di condanna definitiva, comportano il diniego e la revoca della protezione internazionale, includendovi fattispecie delittuose di particolare allarme sociale. 

 Violenza sessuale 
 Furto/ furto in abitazione aggravato da porto d’armi o narcotici 
Rapina ed estorsione ◦ produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti 
 Minaccia o violenza a pubblico ufficiale 
Lesioni personali gravi o gravissime  
Mutilazione degli organi genitali femminili. ha inserito articolo aggiuntivo che contiene disposizioni in materia di Paesi d’Origine Sicuri e manifesta infondatezza della domanda di protezione internazionale.


"PROFUGHI"     VACANZIERI

L'articolo 8 detta norme in merito alla cessazione dello status di rifugiato e di protezione sussidiaria, specifica che il rientro nel Paese di origine è indice, salvo la valutazione del caso concreto, della volontà del rifugiato di ristabilirsi in tale Paese o del mutamento delle circostanze che hanno determinato il riconoscimento della protezione sussidiaria

DOMANDE REITERATE

L'articolo 8 detta norme in merito alla cessazione dello status di rifugiato e di protezione sussidiaria, specifica che il rientro nel Paese di origine è indice, salvo la valutazione del caso concreto, della volontà del rifugiato di ristabilirsi in tale Paese o del mutamento delle circostanze che hanno determinato il riconoscimento della protezione sussidiaria. 

 L’articolo 9, che disciplina i casi di domanda reiterata o presentata alla frontiera, esclude dal beneficio dell’autorizzazione a rimanere sul territorio nazionale i richiedenti asilo che reiterino la domanda per ritardare o impedire l’esecuzione di un provvedimento di allontanamento ovvero perché la prima domanda reiterata sia stata giudicata inammissibile o rigettata in quanto infondata. Dal 1° gennaio 2019 verranno istituite fino a 10 nuove Commissioni territoriali per accelerare l’esame delle domande 



ASILO E SENTENZA DI CONDANNA

 L'articolo 10 disciplina il procedimento immediato dinanzi alla Commissione territoriale, prevedendo in particolare che, qualora un richiedente asilo sia sottoposto a procedimento penale o sia stato destinatario di una sentenza di condanna, anche non definitiva, per alcune specifiche fattispecie di reato, il Questore ne dia immediata comunicazione alla Commissione Territoriale competente, tenuta poi a provvedere, nell’immediatezza, all’audizione dell’interessato ed alla contestuale decisione.

SPRAR SOLO PER VERI PROFUGHI E MSNA

L’articolo 12 interviene sulle disposizioni concernenti il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), al fine di limitare la fruizione dei servizi di accoglienza territoriale ai soli titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati (MSNA), e non più anche ai richiedenti la protezione internazionale come avvenuto fino ad ora. 

Il progetto SPRAR prevede il coinvolgimento degli enti locali e in quest’ottica vuole essere finalizzato all’integrazione di coloro che hanno davvero il diritto di restare sul territorio perché meritevoli di protezione. 

D’ora in poi i Comuni saranno esonerati dai costi di accoglienza dei MSNA  solo i titolari di protezione internazionale potranno fare volontariato e non più i richiedenti asilo.

 Le coop sociali devono pubblicare trimestralmente l’elenco dei soggetti a cui versano somme per servizi di integrazione, assistenza e protezione sociale. 

NO CARTA D'IDENTITA'

L’articolo 13 prevede che il permesso di soggiorno per richiesta d’asilo non consenta più l’iscrizione all’anagrafe dei residenti, ferma restando la sua idoneità a costituire documento di riconoscimento. 

Il richiedente asilo è infatti presente sul territorio di un dato Comune in modo temporaneo, in attesa che sia accolta o respinta la domanda d’asilo. 
 I richiedenti asilo non avranno quindi più il diritto di ottenere la carta d’Identità né di accedere ai servizi sociali offerti dai Comuni (assistenza sociale, sussidi, agevolazioni in base all’ISEE, accesso a alloggi di edilizia residenziale pubblica, etc.)


 CITTADINANZA

 L’articolo 14 introduce nuove disposizioni in materia di acquisizione e revoca della cittadinanza: la cittadinanza acquisita dallo straniero viene revocata, con finalità di espulsione, quando la persona sia stata condannata in via definitiva per gravi reati quali terrorismo, ricostituzione di associazioni sovversive, partecipazione a banda armata e altri gravi reati contro la personalità dello Stato. 

 L'articolo 14 prevede inoltre l'estensione dei termini per la definizione delle procedure di concessione della cittadinanza per matrimonio o per naturalizzazione da 24 a 48 mesi, incrementando al contempo l'entità del contributo da corrispondere per gli atti relativi alla cittadinanza. 

Per ottenere la cittadinanza il richiedente deve attestare di conoscere la lingua italiana (livello B1).

 Si aumenta a 6 mesi il termine per uffici stato civile per recuperare estratti e certificati utili ai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana. 






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