Suicidi in Veneto a quota 70. Come fermarli?

(by pio dal cin)


UNA FORMULA NON ESISTE


Se veramente ci fosse un modo per fermare questa sorta di "epidemia", una formula, un modo di agire comune che porti a salvare anche una sola vita, varrebbe sicuramente il tempo e le risorse per essere applicato.

Ricordo, quando lavoravo  per Il Gazzettino, che ci furono parecchi suicidi al passaggio a livello di Pianzano, in provincia di Treviso; tutti in poco tempo l'uno dall'altro. Mi sono chiesto il perchè e sono giunto alle mie conclusioni personali.

Se diamo un'occhiata ai giornali locali troviamo Una serie di articoli sui suicidi che purtroppo sono ricchi di particolari; a volte sembra quasi che sia una specie di guida "fai da te". E questo è sicuramente il primo sbaglio.

LO SBAGLIO DEI GIORNALI E DEI MEDIA

I giornali non dovrebbero dare la notizia di un suicidio su due pagine, com'è successo l'altro ieri in provincia di Treviso, dove un allevatore stressato dal pensiero di un mutuo si è tolto la vita.

Il suicidio è e dovrebbe essere trattato come una tragedia personale della famiglia . I giornali devono assolutamente fare la loro parte. Dare ampio spazio a queste notizie, spesso con esagerata dovizia di particolari, non serve a niente, anzi, a qualcosa serve, purtroppo, a spingere altre persone, che si trovano in uno stato di debolezza o di depressione, ad emulare tali episodi.


LE PRESSIONI ESTERNE

Chi pensa ad un gesto estremo, ovviamente si trova in una situazione particolare di stress, di depressione o di debolezza che lo rende particolarmente vulnerabile anche a cambiamenti che normalmente sembrerebbero facilmente superabili. Qui, secondo me, entrano in gioco le istituzioni.

Se abbiamo accertato che, in molti casi, una pressione di tipo fiscale, un controllo esagerato su un'azienda, una multa salatissima per un'evasione hanno portato a gesti estremi

allora e' dovere delle istituzioni trovare un filtro che possa fungere da aiuto prima che possa succedere il gesto estremo.

Prevederlo non è facile nemmeno per chi è vicino al potenziale suicida, però, evitare certi comportamenti vessatori anche da parte delle Agenzie fiscali potrebbe essere un inizio positivo.

SPESSO IL FISCO SBAGLIA IL BERSAGLIO

In questi giorni, vengono recapitate nella zona di Conegliano, Oderzo e zone limitrofe, delle cartelle fiscali da parte dell'"Agenzia delle Entrate" volte a controllare spese ed esborsi, a volte notevoli, per spese mediche, ristrutturazioni di case e varie altre ragioni. Spesso i destinatari di queste cartelle in cui si richiede di presentare documentazioni chilometriche relative alle spese sostenute, sono pensionati o capi famiglia mono reddito, o peggio ancora, persone in difficoltà perchè hanno perso il lavoro o non riescono a pagare il mutuo per ragioni varie. 
Non sarebbe meglio evitare questo tipo di controlli e farli magari in quella fascia sociale un po' più alta, dove la ricchezza e il benessere sociale sono più palesi?


BISOGNA DARE SEGNALI POSITIVI. I MEDIA IN PRIMIS

Accendi la radio e senti solo notizie negative. Leggi i giornali e trovi notizie tristi. Guardi il Tiggi' e vedi quasi solo politici corrotti con stipendi da nababbi che contrastano con la profonda crisi, oppure cronaca nera. Ancora una volta, il debole, il depresso, il vulnerabile è in pericolo e allora cosa bisogna fare? 

Difficile a dirsi, ma per favore, cominciamo almeno a non sparare le notizie sui giornali a DUE PAGINE. Naturalmente, si sa, in caso di tragedie di questo tipo i giornali locali hanno un'incremento di vendite del 10%. Possono gli editori e i redattori evitare questa esagerata pubblicità? Parliamo d'altro per favore, salviamo qualche vita.


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