Sanità e Pronto Soccorso in Veneto

                                                                PREMESSA

Sono diventato paziente, molto paziente negli anni ottanta, quando guidavo un taxi giallo in Florida.
Per prendere una  corsa, fuori stagione, a volte bisognava aspettare due, tre, quattro ore. Uno si abitua a far scorrere il tempo come meglio crede. Tra i miei colleghi c'era chi giocava a scacchi, a backgammon, a carte, altri dormivano utilizzando sedie a sdraio pieghevoli facendosi avvertire da chi li seguiva in coda quando stava per arrivare il loro turno.

E' la premessa che faccio per spiegare che quando la vita mi impone di aspettare per le più svariate ragioni, so essere paziente e aspetto il mio turno sapendo che il tempo va "coccolato" e non preso di punta, altrimenti ti si rivolge contro e ti fa sembrare ogni minuto un'ora. Aspettare diventa un modo di concepire il tempo che se preso nel verso giusto può anche essere piacevole.

Oggi ho dovuto andare al pronto soccorso di un ospedale della provincia di Treviso. Una distorsione al ginocchio e' degenerata in un gonfiore fastidioso e doloroso a tutta la gamba. Prima ho consultato il medico di base che mi ha dato un'occhiata ed una sua diagnosi che però aveva bisogno di una conferma radiografica.

Eccomi quindi all'accettazione . Ore 12.15. Mi viene chiesto cos'è successo e un infermiere mi fa accomodare su una sedia a rotelle da dove poco dopo vengo portato di fronte al medico che valuta il gonfiore dell'arto spedendomi sucessivamente al primo piano per le radiografie. Verso le 13.30  sono di ritorno in sala d'aspetto con la visita fatta, le radiografie pronte. Tutto sommato penso di essermela cavata abbastanza in fretta. Se mi fanno la medicazione e mi danno l'ok per uscire, in due ore sarei di nuovo a casa.

Qualcosa però si inceppa. Non c'è ancora tanta gente nella sala d'aspetto, e non ho visto ambulanze arrivare con feriti gravi. Non so cosa succede ma la macchina oliata che ha funzionato fino a pochi minuti fa, non funziona più.
Arriva un signore anziano, sorretto dalla figlia, chiede scusa e si avvicina alla finestrella dell'accettazione: " La prego,sono quì dalle sette del mattino, mandatemi a casa....."

Comincio a preoccuparmi. Non farò così presto come pensavo. Alla fine uscirò dall'ospedale alle 17.50.

                                  SANITA' E RISPETTO PER I CITTADINI

Quasi sei ore di attesa per una medicazione. L'anno scorso  ricordo di aver dovuto aspettare sette ore per un'infiltrazione e scrissi arrabbiato(http://piodalcin.wordpress.com/?p=4908&preview=true, )ottenendo delle scuse dalla direzione sanitaria. Vicino a me una giovane donna teneva la borsa del ghiaccio sulla mano fratturata da due ore, un altro signore sanguinava dal naso da più di un'ora.
Mi sono chiesto se è giusto che, con tutti i soldi che vengono investiti nella Sanità, e parliamo di ospedali  moderni, con personale qualificato, un semplice cittadino debba spendere mezza giornata ad aspettare in una sala d'attesa del pronto soccorso. Il sistema va rivisto e riorganizzato in una maniera più scorrevole. Una persona ha il diritto sacrosanto di essere assistita nel minor tempo possibile.

Mancano i medici? Gli Infermieri? E' colpa dell'organizzazione del lavoro che vede il Pronto Soccorso oberrato di lavoro mentre ai piani più alti forse ci sono medici disponibili ed infermieri che potrebbero fungere da "jolly" quando la situazione diventa critica? Non so la risposta, non sono un tecnico, ma sono sicuro che la cosa, se presa con la dovuta importanza che si da alle cose serie, potrebbe essere risolta a favore dei cittadini che debbono bussare al Pronto Soccorso ogni giorno.

                                          
                                                  IL RUOLO DEL MEDICO DI BASE

Quando ero bambino (circa quarant'anni fa), il medico condotto veniva in casa, conosceva i membri della famiglia e ci visitava a lungo, quando eravamo malati. Con la  prescrizione si andava in farmacia e tutto finiva li.
Oggi, con tutto il rispetto per i medici di base, il loro ruolo è cambiato. Il paziente va nell'ambulatorio aspetta il suo turno, si fa prescrivere i medicinali e torna a casa, lo stesso. se gli serve l'impegnativa per una visita specialistica, sperando che i tempi di attesa non siano troppo lunghi. Nel mio caso, un gonfiore, improvviso della gamba, o una frattura, un piccolo incidente domestico, l'unica alternativa è il Pronto Soccorso. Appunto, pronto, veloce, efficace.

                                                  CODICE BIANCO GIALLO VERDE ROSSO

Il sistema dei codici a colore sembra non funzionare e andrebbe rivisitato tenendo presente che stiamo dando un servizio a dei cittadini che pagano le tasse e ai quali vengono detratte somme importanti dalla busta paga, oppure pensionati e gente anziana con poca propensione e dimestichezza per la burocrazia. Se un sistema non funziona buttiamolo, rivediamolo, ristrutturiamolo, altrimenti l'unica possibilità che rimarrà al povero cittadino sarà quella di spendere cento euro per una visita in una clinica privata, ma chi se li può permettere di questi tempi?

                                                                    CONCLUSIONE

La politica e gli ospedali sono sempre andati a braccetto. Non sono in grado e non camminerò nel "campo minato" che ospedali e politica rappresentano quando si incontrano, vorrei però lanciare un appello sommesso a chi ha il potere di cambiare le cose, affinchè si attivi per migliorare un sistema che ha sempre fatto tanta acqua da tutte le parti, ma che in una società moderna come la nostra deve  essere migliorato e ristrutturato al fine di dare quello che ognuno di noi si aspetta di trovare nel momento del dolore o del bisogno e cioè una struttura che risponda alle esigenze senza dover per forza atendere cinque sei sette ore.
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