Prosecco. Si potrebbe creare una "cantina della solidarietà" con i quintali destinati a marcire?

Codognè 16 settembre 2018
                                   Grappoli d'oro destinati a marcire. Un peccato. 


Ieri ho incontrato un piccolo viticoltore locale. La sua quota è ferma a 300 quintali.

"Come va la vendemmia?" Ho chiesto

"Anche troppo bene quest'anno. Mi piange il cuore solo pensare che dovrò lasciare una gran parte del raccolto appeso alle viti. Un peccato, uno spreco"

"Cosa pensi del fermo cantine  (vedi precedente post) di quattro giorni "imposto" dall'enorme flusso di uva dovuto a un'annata eccezionale?"

"Mah...forse bisognerebbe rivedere le quote...non saprei. Certo che lasciare il vino sulle viti è come buttare via il pane e a me hanno insegnato che il pane non va mai buttato via"

Questa è una situazione che in questi giorni di vendemmia molti contadini e viticoltori si trovano ad affrontare. C'è chi si è inventato addirittura una vendita online dei grappoli   e pur di non vederli marcire è disposto a svenderli.

La mia domanda a chi è del settore e sicuramente capisce molto meglio come funziona il meccanismo:
Migliaia di quintali di uva destinati a rimanere appesi alle viti. Con il surplus di quest'anno si potrebbero fare centinaia di litri di prosecco attraverso una "cantina solidale" dove l'uva in più potrebbe essere lavorata e trasformata in vino a fin di bene.

Il ricavato (con un'etichetta particolare) potrebbe essere devoluto ad opere di carità sul territorio, evitando di veder marcire i grappoli che Madre Natura ci ha generosamente regalato.



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