I cani, maestri di vita per gli umani, angeli a quattro zampe, amici fedeli.

         SAGGEZZA E DNA NELL'ARCA DI NOE'



Narra la Sacra Bibbia che quando gli umani persero il senno, Dio fece sapere a Noè di costruire un Arca dove avrebbe ospitato una coppia di animali per ogni genere. La saggezza nell'Uomo era ormai perduta e solo gli animali, con la loro innocenza l'avevano conservata, forse per questo il Creatore aveva deciso che valeva sicuramente la pena di preservare tale saggezza in modo che, una volta tornata la quiete dopo i quaranta giorni di pioggia incessante che distrussero ogni forma di vita, potesse essere trasmessa di nuovo agli uomini.

In un mondo dove ormai, il buonsenso e la saggezza scarseggiano quasi come ai tempi dell'Arca di Noè ecco che gli animali tornano ad essere di grande aiuto all'uomo. Si, perché quella saggezza non perduta è rimasta nel loro DNA, il buonsenso e la bontà non sono mai stati cancellati dai loro geni.

Mi viene più naturale associare tutte queste qualità ai CANI. Non voglio certo dire che le altre specie animali non posseggano le qualità che ho descritto sopra, ma visto che durante la mia vita ho avuto a che fare con loro, non posso che tessere le lodi a questi angeli con la coda, dai quali ho imparato a ridere, a piangere, a sopportare il distacco da una persona cara, a capire la brevità della vita ma anche la sua rigenerazione e la continuità che la rappresenta.


                        IMPARARE DA LORO

Fin da piccolo ho sempre avuto un cane. Oggi ho 62 anni e posso dire di non aver mai passato un anno della mia vita senza la scodinzolante compagnia di un amico fedele a quattro zampe. Nel novanta percento dei casi erano meticci; solo in due o tre occasioni cani di razza, ma questo è solo un dettaglio. La prima lezione che ho imparato è stata quella di imparare a gestire il grande dolore della loro perdita. La loro vita, rispetto alla nostra è molto breve, ma è indirettamente proporzionale all'amore e all'affetto che ci donano ogni giorno. Solo chi ha avuto e voluto bene a un cane per dieci, quindici anni sa capire il dolore e lo sconforto che la loro perdita comporta, specie se si è bambini o adolescenti, in quanto il dolore viene amplificato dalla maggiore sensibilità.

                        PERDITE CHE INSEGNANO

Queste "perdite" fanno capire cosa significa staccarsi emotivamente da una "persona" cara. Personalmente ho avuto molti di questi distacchi dai miei amici cani. Nel dover gestire il dolore della loro morte ho imparato a gestire, più avanti nella vita, la scomparsa di persone care, amici, genitori. Direi che i CANI che ho avuto, amato e perduto mi hanno "allenato" a gestire il dolore e a superare certi momenti tristi della vita.

                     NON CHIUDERSI NEL DOLORE

La tendenza generale, quando muore un cane è quella di pensare: "Basta, non voglio più avere cani nella mia vita, ho sofferto troppo per  la  morte di Fido, Bubi, Lola eccetera". Questo è l'errore più grande che chiude il cuore e non lo farà mai guarire. Se chiudiamo il nostro cuore dopo la morte del nostro caro amico, resteremo fermi nel dolore. La cosa da fare invece è di prendersi una pausa, di una due, settimane e poi cercare un nuovo cucciolo al quale regalare il nostro affetto. Funzionerà per il cucciolo e anche per noi, che presi dalle cure per il nuovo arrivato avremo modo di gestire il dolore trasformandolo in affettuose coccole e in amore.



               TANTA ALLEGRIA E GIOIA DI VIVERE

I cani amano giocare. Sono come dei bambini nel parco. Ci insegnano quindi ad essere spensierati e gioiosi. Una palla o un tuffo nel fiume, una passeggiata o una corsa in campagna ed eccoli correre felici scodinzolando. Nelle cose semplici che li fanno essere così felici ci trasmettono l'insegnamento ad apprezzare le piccole cose di ogni giorno.



                       NON UMANIZZARLI TROPPO


E' forse la critica che arriva da più fronti, specie da coloro che gli animali li vedono più come un "accessorio" piuttosto che membri effettivi della famiglia. "Non è giusto trattare gli animali meglio degli umani, ci sono persone che muoiono di fame, mentre loro vengono trattati come dei principi".

E' ovvio che non vanno messi sullo stesso piano e che le persone devono essere prioritarie rispetto agli animali. Tuttavia trattare bene i nostri compagni di viaggio  a quattro zampe non significa ignorare le esigenze o l'affetto che possiamo dare alle persone, anzi.


                NE RAZZISMO NE DISEGUAGLIANZE

L'anno scorso in TV si vedeva uno spot dove i cani venivano associati a persone di tutte le razze e stato sociale. Poveri, ricchi, neri, bianchi, disabili o sportivi. I cani non ci  amano per quello che siamo esternamente ma solo perché abbiamo deciso di prenderci cura di loro, a prescindere dalla nostra condizione sociale, e questa è sicuramente una lezione importante da imparare.


               INSOSTITUIBILI AIUTI IN MOLTI CAMPI

Cani per non vedenti. Cani bagnini. Cani molecolari per le ricerche di persone sotto le macerie o disperse nei boschi. Cani usati come  terapia negli ospedali per far compagnia ai piccoli  malati terminali o anziani. Cani poliziotto. Cani per la ricerca della mine. Cani pastori che aiutano nella gestione delle greggi. Cani da tartufo.Da decenni i nostri angeli a quattro zampe sono diventati sostituibili coadiutori dell'uomo grazie alla loro sensibilità e al loro fiuto.

Basta pensare al lavoro che hanno svolto durante i terremoti o nel terribile evento delle Torri Gemelle a New York.


  GLI EPISODI DI  CATTIVERIA VANNO CONTRASTATI 


Kaos, l'eroe di Amatrice è stato avvelenato E' incredibile a cosa possa arrivare la cattiveria umana nei confronti di un animale. Da molti anni negli USA sono state introdotte delle pene severissime per chi si macchia di questi delitti. In molti casi coloro che hanno ucciso o maltrattato degli animali si sono visti affibbiare pene detentive di parecchi anni. Speriamo che tali misure più severe vengano adottate anche in Italia e forse servirebbero da deterrente a certi animi malvagi.



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