Fitofarmaci, pesticidi, le paure,le bugie, la riluttanza a metterci la faccia.




                            Il sole illumina nelle prime ore del mattino un vitigno di Prosecco

E' un argomento che scotta quasi come i trentasei gradi di un agosto che quest'anno non sembra dare tregua a chi soffre il caldo. La diatriba sull'uso dei fitofarmaci va avanti da molto tempo e sembra non essere destinata ad essere archiviata in tempi brevi. Alcuni giorni fa, è uscito un articolo Questo, sulla Tribuna di Treviso, ma basta fare un giro sul web per capire quanto stia a cuore (specialmente a chi vive a stretto contatto con i vigneti) il rispetto delle regole che dovrebbero essere applicate da chi esercita questo tipo di lavoro, ad evitare spiacevoli inconvenienti e "fughe" che potrebbero risultare nocive per la salute di chi, suo malgrado, si trova a respirare delle sostanze tossiche e dannose per la salute.

              OCCORRE FARE UNA DISTINZIONE PRECISA

Come in tutti i settori che riguardano l'intervento umano, bisogna fare delle distinzioni. Ci sono persone ad esempio che buttano i rifiuti nei fossati, oppure ai lati delle strade, e ci sono altri cittadini che sono ligi alla raccolta differenziata porta a porta che dividono i rifiuti in bidoni e li espongono a seconda dei giorni predisposti per questo o quel tipo di rifiuto.

Ci sono persone che prive di ogni scrupolo o regola irrorano le viti, ma non solo, irrorano anche le case dei vicini che spesso sono costretti a chiudersi in casa per evitare fastidiose irritazioni alle vie respiratorie, agli occhi, alla pelle. Ci sono anche CONTADINI SCRUPOLOSI e attenti che si distinguono per la loro scrupolosità e per attenersi alla lettera alle ordinanze EUROPEE o COMUNALI onde evitare che questo accada. Serve quindi stare attenti a non fare di TUTTA L'ERBA UN FASCIO.

      IL DIFFICILE MA DOVEROSO COMPITO DEL                                                     CITTADINO

Ho assistito personalmente, documentandolo con filmati e immagini all'abuso di un operaio, ingaggiato dal proprietario di un vigneto, nell'irrorare le viti con i pesticidi in maniera veramente oscena. Ad ogni giro di filare, l'incauto e menefreghista operaio continuava a spruzzare il contenuto di un'autobotte "vecchia maniera", (cioè con gli spruzzi rivolti verso l'alto) sulla strada, consentendo al vento di fare il resto e trasportando le sostanze verso le vicine case. Chiamato a filmare il fatto, il  contenuto del filmato è stato fatto vedere alle autorità che hanno diffidato l'operaio sconsigliandogli di ripetere in futuro questo atteggiamento poco rispettoso per la salute dei vicinanti.

Dopo un paio di mesi la cosa si è purtroppo ripetuta, ma i vicini, per paura di eventuali "ritorsioni" hanno deciso di non metterci la faccia e non hanno sporto denuncia. Questo forse lo sbaglio. Quando ci si sente lesi da questi veri e propri soprusi, bisogna andare avanti, senza paura e portare a termine la strada che si è intrapresa. Bisogna però assumersi le proprie responsabilità e non aspettare che siano gli altri a farlo per noi. L'unica strada per fermare questi "buzzurri" è quella di denunciarli seguendo le strade della legalità. E' inutile cercare di scaricare il peso sulle amministrazioni che senza una precisa denuncia poco possono fare per fermare coloro che non rispettano le regole.

RISPETTO DELLE REGOLE DA ENTRAMBE LE PARTI





Ho visto però anche contadini scrupolosi esporre il cartello di "Avviso" previsto dalle regolamentazioni comunitarie, usare dei macchinari che a differenza delle vecchie e obsolete autobotti usano dei sistemi sicuramente molto meno invasivi e sicuri per la salute. Ricordiamoci che la VITICOLTURA nel nostro territorio da lavoro a molte famiglie. Sono sicuro che, se le regole venissero rispettate, o fatte rispettare, riusciremo a trovare il giusto compromesso tra quello che è la necessità di proteggere i raccolti dai parassiti,con la ASSOLUTA NECESSITA' di proteggere la salute di chi vive accanto ai vigneti, nel segno del reciproco rispetto e della convivenza civile
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