Cimadolmo. Un grande omaggio a chi ha dato la vita per la nostra libertà


"Questo NON è un monumento ai caduti bensì un cippo che deve farci riflettere e pensare a coloro che non hanno esitato a dare la vita  per far sì che potessimo vivere in pace e godere della libertà" Queste le parole che oggi mi sono rimaste nella mente, proninciate dal sindaco di Cimadolmo Ministeri. Mi sono chieto più volte, visitando il Cimitero Britannico di Tezze perchè le date sulle tombe dei giovani caduti riportano le stesse date, tra il 28 ed il 30 ottobre del 1917. Una battaglia che non si trova spesso sui libri di storia della Prima Guerra Mondiale, che però ha aperto la strada alla vittoria,celebrata a pochi giorni dalla  fine della guerra di cui oggi, in varie maniere viene celebrato il centenario. Che tristezza, pensare a quei giovani Inglesi caduti per aiutare i nostri soldati Italiani sul Piave. Tristezza però mista ad un sentimento di affetto e di gratitudine espresso oggi con l'inaugurazione del cippo che appunto servirà da monito e da ricordo alle giovani generazioni. Come ha detto il console Britannico "Giovani che ammazzavano altri giovani, che avrebbero volentieri preferito affrontarsi su un campo di calcio, piuttosto che spararsi addosso spinti dagli ordini indiscutibili di chi li comandava. Le guerre inutili, che non servono a niente, ma che ci devono far riflettere sull'enorme dono che è la Pace." Il rappresentante della Regione Veneto +Federico Caner  è andato oltre, ricordando l'appuntamento del 22 ottobre prossimo, dove i #Veneti saranno chiamati ad esprimersi sull'Autonomia di una Regione che ha dato tanto per l'Italia e che oggi invoca il diritto sacrosanto ad un'Autonomia che le spetterebbe di diritto anche per il contributo che ha dato durante la Prima Guerra Mondiale. E' stata una cerimonia sobria ma commovente quella di oggi, che passerà alla storia come è giusto che non vengano dimenticate le giovani vite spezzate a pochi giorni dalla fine del conflitto. Molti si sono commossi mentre la zampogna suonava le note di "Amazing Grace, seguita dall'Inno di Mameli e dalle note della Canzone del Piave. Anche chi scrive si è commosso pensando a loro, pensando anche ai nostri nonni, ai nostri bisnonni che di fronte al nemico non sono fuggiti ma hanno combattuto per la libertà di chi sarebbe venuto dopo di loro. Se oggi godiamo di queste libertà, il merito va senza ombra di dubbio a loro, che oggi guardandoci da lassù, privati del bene più prezioso, la vita, hanno forse sorriso nel vedere che il loro estremo sacrificio non è stato dimenticato.





















































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