Pensioni d'oro alla casta e una casa ATER (due rampe di scale) a un monumento vivente









" A volte quando si ferma nel mio negozio Emma Vidal non riesce va trattenere l'emozione e le lacrime. E' veramente triste vedere una persona di oltre cento anni lasciata a se stessa in questo modo dallo Stato Italiano e dalle  istituzioni. Emma vive con una pensione di 500 Euro e a fatica riesce a salire le due rampe di scale che la dividono dalla sua modesta abitazione a Burano. Certo, tutti la aiutiamo. C'è chi le offre il pranzo, chi a volte si offre a pagare una bolletta della luce o del gas ma è giusto che un personaggio che ha speso tutta la sua vita cercando di promuovere e di tramandare alle nuove generazioni l'arte del Merletto di Burano debba finire la sua esistenza così miseramente?"
                          Emma Vidal parla con il sindaco di Codognè Roberto Bet, sabato scorso
                     Agostino Amadi con Emma Vidal e la signora Vitturi sabato scorso a Burano

A parlare è una sua amica di vecchia data, che si stà spendendo per farle avere un alloggio dignitoso e se possibile una pensione che le consenta di vivere i suoi ultimi anni (mesi?) in santa pace. Ne avrebbe tutto il diritto a fronte degli sprechi e delle ruberie della casta questo è uno di quegli episodi all'Italiana che gridano vendetta e furore al cospetto di Dio.

Personalmente non so che fare se non scrivere e suonare il tam tam sperando che qualcuno accolga la mia preghiera "aiutate Emma Vidal"  L'ho scritto in questo post  e lo ribadisco oggi.

Inutile perdersi in altre chiacchiere. Chi può fare qualcosa si atttivi e non perda tempo. La Città di Venezia dovrebbe riconoscerne almeno lo Status di cittadina DOC e aiutarla ad avere un alloggio che le impedisca di fare quelle due rampe di scale che a 100 anni possono sembrare come un lungo sentiero di montagna. Si attivino le forze politiche locali e nazionali, la Regione Veneto, chiunque possa essere toccato da una storia così triste in un'Italia disattenta a perle nascoste come questa che rischiano di venire calpestate ed essere archiviate nel dimenticatoio del "tanto ci penserà qualcun altro".

Se domani dovessimo leggere della scomparsa della decana del merletto Emma Vidal che rifiutando la scuola a dieci anni d'età si dedicò anima e cuore a tramandare un'Arte Veneta che sta scomparendo, saremo tutti responsabili di non averle regalato un'ultima gioia, la certezza di essere tranquilla e di essere valorizzata per il suo contributo essenziale alla cultura e alla salvaguardia delle tradizioni che hanno fatto la storia più bella del Veneto.

Chi potrà dire "mi sono dato da fare affinché Emma ottenesse quella tranquillità economica e quella serenità di cui avrebbe tutto il diritto?"

Chi vivrà vedrà. Non stò ad elencare gli sprechi e i soldi buttati in pensioni e vitalizi d'oro a gente che non sarebbe nemmeno degna di "sciogliere i calzari" a Emma Vidal. Gli sprechi che oramai sono diventati un modus vivendi in una società corrotta come quella Italiana sono sotto gli occhi di tutti.
Meno evidenti purtroppo le ingiustizie come questa verso Emma Vidal alla quale la pensione è stata invece decurtata, come ella stessa mi raccontò due anni fa quando la intervistai per inserirla nel mio ultimo libro "Cuore Veneto".

Altro non riesco ad aggiungere se non il mio rinnovato appello Urgente: "Aiutate Emma a vivere serena i suoi ultimi momenti di vita."





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