Vittorio Sgarbi tra Arte e belle donne



A Jesolo Vittorio Sgarbi, arrivato suo malgrado con due ore di ritardo, si è intrattenuto con il pubblico di artisti, appassionati d'arte e femmine in cerca di un selfie e, per le più fortunate, un numero di telefono. Due o tre ci sono riuscite ma la sua "musa" la "femme fatale" era questa:
 La ragazza lo ha seguito durante tutto il percorso tra quadri e sculture degli artisti che esponevano, sempre silenziosa e discreta, pronta ad aiutare il maestro con una penna, il passaggio di un libro o un sorriso.
 Poi c'era la schiera di tutte le altre. Api su un fiore. Tutte sorrisi e ammiccamenti sparando di avere un numero di telefono o una parola in più.
Con altre Sgarbi si è fatto fotografare di fronte alle loro opere ed è stato gentile con tutti nelle due ore abbondanti in cui si è intrattenuto con il pubblico in generale, prima a far selfie e poi a parlare di arte.
Solo una volta si è inalberato con il presidente della mostra che lo sollecitava a scattare alcune foto con l'autore di alcuni dipini (una persona anziana). Il professore stava parlottando con una delle tante donne che lo assillavano e ha sbottato ad alta voce verso il presidente: " Non mi rompere i coglioni! Lasciami stare! Una volta che mi fermo a parlare con una figa e tu sei là che mi massacri gli zebedei con un vecchio rincoglionito. Lasciami stare e non rompere il cazzo!!" Silenzio assoluto e cambio di scena.
Sgarbi ha parlato dell'esigenza di far conoscere quanti più artisti possibile in mostre come questa in modo che chi si sente un artista possa esprimere il suo talento attraverso un pubblico.E' stato veramente di una disponibilità assoluta e non ha rifiutato un autografo, un selfie, una foto a nessuno. L'unica nota che posso aggiungere è che l'ho visto "piegato" e molto stanco. Invecchiato direi...

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