Lettera a mia madre nell'anniversario della sua scomparsa il 20 febbraio 2006



Cara Mamma,
 Il 20 Febbraio ci hai lasciati dopo un lungo periodo di sofferenza. Era il 2006. Quattro anni dopo il tuo amato Narciso. Papà è volato in paradiso l'11 maggio del 2002, due mesi prima della nascita di Aurora che abbiamo battezzato il giorno del vostro matrimonio, il 6 ottobre. Non ho sentito tanto la vostra mancanza perché siete entrambi nel mio cuore e vi sento vicini come due angeli custodi. Quando la gente mi ferma per strada parla di voi e vi ricorda con grande affetto. Tu mamma sei sempre stata la mamma di tutti,come una rosa,(il tuo fiore preferito) hai profuso l'amore che avevi dentro e l'hai condiviso con tutte le persone che ti avvicinavano e avevano bisogno di una buona parola, di un gesto di affetto.
Papà era sempre in giro ad assistere malati, a confortare, ad aiutare gli ultimi. Voleva vivere il Vangelo stando vicino ai diseredati e a coloro che erano rifiutati dalla società. Lo faceva senza far rumore, senza proclami ma in quel silenzio ispirato dal Vangelo che dice: "Non sappia la destra quello che fa la sinistra".
Ogni giorno trovo delle persone che mi chiedono o mi parlano del papà, ricordando quello che ha fatto per loro. Testimonianze di una vita cristiana.

Sento la vostra presenza nel mio cuore e sono sicuro che tutti e due siete più vicini a me e alla mia famiglia di quanto non possa sembrare. Ho insegnato ad Aurora a concepirvi come  Angeli Custodi e a rivolgersi a voi come tali nei momenti del bisogno.

Un grazie infinito per tutto quello che mi avete dato fin dai primi giorni di vita. Ho sempre sentito il grande affetto che mi avete dato e che mi ha dato la forza di superare mille difficoltà. Tu mamma mi hai insegnato in particolare l'amore per la nostra bellissima Lingua, l'Italiano e assieme al papà, l'amore per la fotografia.

Domani a Venezia presenterò il mio terzo libro. Ti chiedo di starmi vicino e di accompagnarmi in questo nuovo impegno; la promozione del mio libro. Da alcuni anni cerco di promuovere e di condividere le bellezze che abbiamo quì, nella nostra amata regione, il Veneto, ma nonostante il mio impegno le istituzioni sembrano non curarsi di chi come me cerca di promuovere il territorio e ci lasciano da soli, senza aiutarci, senza muovere un dito per aiutare coloro che cercano di salvaguardare le tradizioni, i luoghi,le persone che caratterizzano i nostri paesi, il nostro modo di vivere.

Da due anni ormai vivo solo dei miei libri, delle mie foto e di quello che riesco a fare attraverso i social. Il mondo è cambiato cara mamma, non c'è più la solidarietà che era un punto di forza della nostra società. Una volta c'era più amore, più amicizia, più fratellanza. Oggi siamo diventati tutti più egoisti e pensiamo solo al nostro piccolo mondo, ci chiudiamo nelle nostre case e chiudiamo il nostro cuore a chi ha più bisogno di noi.

Non so se continuerò a scrivere. Di sicuro questa è la mia ultima esperienza con questo tipo di libri atti a promuovere la nostra regione . Ho impiegato due anni a scrivere "Cuore Veneto" ed ora che è stato pubblicato non trovo quella solidarietà istituzionale che mi sarei aspettato. Non un comune dei tanti citati nel libro che abbia espresso la volontà di acquistare alcune copie; non una biblioteca.

Spero mi arrivi l'ispirazione su quale strada percorrere. Magari da lassù mamma, mandami un pensiero positivo da seguire, un'idea che possa essere vincente. Ora ti saluto. Ti ringrazio di tutto quello che mi hai dato e ricordati che sia tu che il papà non siete stati dimenticati e sarete sempre nel nostro cuore.


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