Può' la storia di un paese, di un territorio ricominciare da una mela?

Certo! Se la mela è Cotogna ed il paese si chiama Codognè è molto probabile.


Oggi ho assistito con immenso piacere ad un piccolo grande evento "storico": la vendemmia dei primi cento quintali di mele cotogne prodotte in paese. Di questo dobbiamo rendere grazie a Giorgio Moras che assieme al genero Damiano Montagner e alla sua famiglia ha accolto l'appello del sindaco Roberto Bet di alcuni anni fa, per rilanciare sul territorio questa coltivazione che ha di fatto regalato il nome a questo comune.


Con i consigli dell'esperto agronomo Sisino De Pretis gli alberi di mele sistemati con cura ed attenzione hanno oggi, dopo due anni, ripagato la fiducia e gli sforzi di questa famiglia che ha voluto credere nel potenziale di una coltivazione che è alternativa e che non richiede cure anti parassiarie invasive e si difende molto bene da sola.


Una novità insomma che vuol essere un "ritorno al futuro. Un futuro che ha il volto ed il nome della bellissima nipotina di Giorgio Moras, che oggi con una mela cotogna in mano diventa il simbolo della rinascita di un territorio.Matilde ha due anni, proprio come gli alberi di mele da cui vengono staccati i frutti a mano e con cura certosina per non danneggiarne l'ottima struttura che le annovera tra i frutti di classe A.













































































Dopo un sopralluogo, alcuni giorni fa, il proprietario di una nota casa che produce marmellate nel coneglianese, ha disposto, daccordo con Giorgio Moras, che venissero raccolte le mele, visto il calibro perfetto e la qualità eccellente.

Oggi sono state raccolte le prime mele dopo tantissimi anni di "silenzio" ( a parte qualche sporadico tentativo di privati cittadini) e questo è un esempio che verrà sicuramente  seguito nei prossimi anni da altri agricoltori della zona dando il via ad una coltivazione che potrebbe diventare in futuro un fiore all'occhiello dell'economia locale.
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