AIDA ad Oderzo. Quando il Veneto laborioso sa creare anche cultura. Chapeau!




                                        Trasformare una piazza in un'Arena non è cosa semplice

Instancabile regista ed operaio Miro, marito di Mariagrazia si gusta un meritato successo di pubblico

AIDA ieri sera ad Oderzo.Incredibilmente fantastico.Qualcosa di indescrivibile, emozionante, coinvolgente. Sembra quasi impossibile che un'opera così impegnativa anche dal punto di vista coreografico abbia potuto prendere forma in Piazza Grande, una delle più belle piazze del Veneto però molto, molto più piccola dell'Arena di Verona. Piccola ma audace e grintosa,coraggiosa, capace di rendere una calda,tiepida serata estiva in un evento che la colloca alla pari, se non addirittura più in alto di altre piazze considerate più prestigiose. Quello che Mariagrazia Patella​ e suo marito MIro sono riusciti a mettere insieme non solo questa sera ma in venticinque anni senza sosta, ha del magico e dell'incredibile. Ho seguito le preparazioni dello stage per tutta la settimana con la mia fotocamera ed è stata una soddisfazione enorme vedere quella che ho sempre definito una bomboniera, trasformarsi in un teatro sotto le stelle. Le mastodontiche sfingi, i pannelli,le statue. Niente è stato lasciato al caso e la professionalità e l'alacrità di tutti quelli che hanno lavorato sodo affinché  ciò fosse possibile vanno plaudite e riconosciute.Un bellissimo regalo da chi ama la propria città e un Veneto che si, sa lavorare, come ha detto il presidente Covre, ma sa anche produrre cultura, e quella che ho visto ieri sera è Cultura con la "C" maiuscola.
Ho voluto con me mia figlia Aurora, tredici anni. Ricordo che alla sua età mia madre faceva partire dal salotto, di nascosto, uno dei tanti dischi di vinile che appartenevano alla sua collezione di musica classica e lirica.
 Una delle prime opere che attirarono la mia attenzione verso il salotto fu la Boheme con Rodolfo e Mimì. E fu amore al primo suono.
Nel voler portare Aurora con me, ieri sera volevo vedere quanto potesse apprezzare AIDA dal vivo. Avevamo fatto un accordo: se alla fine del primo atto non se la fosse sentita di rimanere, saremmo andati via; non volevo che sembrasse un'imposizione. Se non le piaceva tanto meglio andarsene. Alla fine del primo atto, dopo la pausa, è stata lei a volersi assicurare: "Papi rimaniamo fino alla fine vero?" Grazie anche per questo Mariagrazia e Miro, sono sicuro che da oggi c'è una nuova appassionata della liric
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