Taxidriver- Un Veneto a Miami Beach- il libro sta per uscire

Prima di pubblicare il nuovo volume sul Veneto, che conterrà delle interessanti interviste a personaggi caratteristici non solo di Codognè questa volta, ma anche di tutto il territorio del Veneto, sto finendo di scrivere "Taxi driver"- Un Veneto a Miami Beach" E' una storia vera. La mia storia di emigrante negli USA tra gli anni 80 e 90. Ero l'unico Veneto in tutta la Florida del Sud a guidare un taxi. Perché non raccontare  questa storia che mi ha visto coinvolto in prima persona tra mille soddisfazioni e tante difficoltà. Quando raccontavo gli episodi salienti di questa mi a avventura Statunitense gli amici mi dicevano "Dovresti scrivere un libro" Avvalendomi degli appunti buttati giù prima che mi dimenticassi alcuni episodi salienti, o personaggi caratteristici che ho conosciuto in questa fantastica avventura, sto finendo questo libro-verità che stamperò al più presto. Se volete saperne di più sui tempi di pubblicazione e tutti i particolari, rimanete in contatto su questo blog o inviatemi un'email. Una volta terminato, il libro sarà disponibile presso le librerie della zona e anche in versione e-book. Per darvi un'idea di come sarà scritto il libro voglio pubblicare alcune delle prime pagine.I vostri pareri per me sono molto importanti e vi sarei grato se sarete così cortesi da lasciare un commento (di qualsiasi natura, buono o cattivo). Grazie. CAPITOLO PRIMO: Da Hollywood California a Hollywood Florida (copyright 2015 pio dal cin. la riproduzione anche parziale del testo è vietata se non per esplicito consenso dell'autore)"

DA HOLLYWOOD A HOLLYWOOD
I signori passeggeri vogliano cortesemente controllare i loro centesimi di dollaro. Chi possiede il più datato, vince una bottiglia di champagne offerta dalla Carnival Airlines.”
L’insolito annuncio mi destò dal torpore. Mi stiracchiai tanto quanto me lo permetteva il sedile di fronte. Guardai l’orologio.
Mezz’ora e sarei atterrato in Florida; Fort Lauderdale, la patria dello “Spring Break” ovvero quel periodo di vacanze Primaverili in cui tutti gli studenti dei colleges USA si ritrovano in questa località in riva al mare ad un’ora di strada da Miami per divertirsi non stop in tutti i modi consentiti e non..*
*Forse non tutti sanno che negli USA ci sono quattro città (e quella del Maryland non ancora riconosciuta come tale) che si chiamano Hollywood.
La più famosa ovviamente è quella del cinema poi in ordine di popolazione vengono Hollywood Florida, Hollywood South Carolina,Hollywood Alabama e Hollywood Maryland.


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Ero contento di essermi lasciato L.A. alle spalle. In un anno avevo sperimentato solo il suo traffico caotico,

il terremoto di North Ridge e la nuvola giallastra che la ricopriva.
Certo c’erano stati luoghi e momenti piacevoli. Sunset Boulevard, Beverly Hills, Santa Monica. Ero arrivato nella Città degli Angeli grazie a Rodolfo, un amico d’infanzia che aveva aperto un ristorante Italiano proprio sotto la collina degli Universal Studios.

Un posto strategico, vicino alla Disney, alla Warner Brothers e Hanna & Barbera. A mezzogiorno e alla sera era sempre pieno di celebrità.
Dopo un anno avevo preso la mia decisione: mi piaceva di più la East Coast dove avevo vissuto negli anni 80. Decisi quindi che Hollywood Florida faceva molto di più al caso mio che Hollywood California.

L’aria della Florida è pulita spesso da violenti temporali e durante l’inverno la temperatura è molto piacevole. Ci sono gli uragani, ma almeno quelli si sa quando arrivano. I terremoti della faglia di

Sant’Andrea sono subdoli e ti prendono all’improvviso senza che tu sappia se “quello” che senti è il famigerato “Big One”, il terremoto devastante che tutti si aspettano colpirà prima o dopo la West Coast. No grazie. Florida Florida.

Hollywod era una cittadina laboriosa che viveva di turismo invernale, pulita, piena di rotatorie e con molto verde. Il numero dei suoi abitanti (duecentocinquantamila negli anni 80) triplicava durante la stagione invernale che iniziava il giorno
dopo il ThanksGiving e finiva poco dopo il mese di Aprile. Gli “snow birds” (uccelli della neve) erano i turisti che arrivavano da Chicago, New York, Montreal, Toronto e altre città fredde del Nord, scappando dalle bufere di neve per godersi il caldo tropicale ma temperato delle coste della Florida del Sud.

Hollywood è a circa un’ora dal centro della chiassosa e a volte troppo violenta Miami e aveva conservato un look un po’ retrò, vintage, con edifici bassi dai colori pallidi ma ben bilanciati tra cui spiccavano il rosa ed il turchese. I Nordisti, specie i più anziani l’apprezzavano soprattutto per la sua tranquillità e per le spiagge meno affollate.
 Questo non significava che non ci fossero anche i giovani, anzi, direi che la “fauna” locale e d’importazione era molto variegata e offriva continui spunti ad un giovane single venuto dall’Italia con la propensione alla “socializzazione” concreta.

Lungo la pista pedonale che costeggia il mare, piccoli bistrò all’aperto, bar e negozi di souvenir, pizzerie, ristorantini, rendevano piacevoli le serate dove la brezza marina era un toccasana da non perdere quando il caldo si faceva sentire più del solito.

Al mattino presto la “Broadwalk” , un corridoio d’asfalto tra gli hotels che si affacciavano sul mare e la spiaggia, era una vera palestra a cielo aperto per atleti e signore obese di tutte le età. Ciclisti, podisti, joggers, culturisti, pattinatori, percorrevano gli otto chilometri di quella striscia che costeggiava il mare rendendo meno faticoso l’esercizio fisico.
Los Angeles mi sembrava veramente lontana adesso, mentre l’aereo iniziava la sua lenta discesa verso l’aeroporto. Se a Los Angeles c’erano gli Angeli, non li avevo incontrati.
Sbirciai dall’oblò e riconobbi l’inconfondibile Parco delle Everglades. L’infinita “palude” ad Ovest dei centri abitati. Il pensiero ritornò a quell’indimenticabile domenica di  nove anni prima, era l’otto novembre del 1986.


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