Codognè Cimetta- Don Giovanni Bosco torna a casa (foto e video)






La statua di Don Giovanni Bosco, il Santo che ha salvato migliaia di bambini dalla strada e dalla fame nel tardo Ottocento, era stata regalata nl 1939 dai reduci dalla Libia alla scuola elementare di Cimetta. Il suo posizionamento nella nuova struttura che avrebbe dovuto ospitare le scuole sembrava la cosa più ovvia da fare. Il progetto, dopo la costruzione della scuola saltò a causa delle proteste dei genitori per la vicinanza delle aule ad un elettrodotto considerato da molti troppo pericoloso. La scuola è diventata in seguito a quelle proteste la sede della  SISP  acquedotto sinistra piave.


Oggi grazie al lavoro congiunto dell'amministrazione comunale e della SISP la statua del Santo amico dei ragazzi è stata spostata di fronte all'asilo di Cimetta di Codognè dove domenica prossima verrà celebrata una solenne cerimonia per ricordare i Cento Anni dalla posta della prima pietra dell'asilo stesso. Il lavoro di riposizionamento è avvenuto grazie al lavoro di una ditta locale che nell'ormai consuetudine affermata dell'operosa frazione del comune di Codognè, ha svolto l'operazione con professionalità e in maniera gratuita. I festeggiamenti per il Centenario continueranno per tutta la giornata di domenica, dove dopo la Santa Messa e l'inaugurazione della "nuova" (si fa per dire vista la data del 1939 in calce alla statua stessa) statua e della prima pietra dell'asilo, seguirà un momento conviviale al quale parteciperà tutta la comunità di Cimetta che vuol dimostrare così il suo affetto per questa statua che ritorna dal passato e per l'asilo dedicato a questo grandissimo Santo al quale l'asilo è stato dedicato. Una bella maniera per affidare i bambini dell'asilo alla protezione di don Giovanni Bosco. Questa è la breve storia della vita del Santo.




                                               La scritta riporta la data del 15 agosto 1939
il sindaco di Codognè Roberto Bet e l'assessore alla cultura Jessica Masini ossservano le operazioni di riposizionamento della statua

San Giovanni Bosco
San Giovanni BoscoGiovanni Bosco nasce a Castelnuovo d’Asti il 16 agosto 1815 da una famiglia di contadini. Il padre, Francesco Bosco, lo lascia orfano a soli due anni, e Margherita Occhiena si trova da sola ad allevare Antonio, Giuseppe e Giovannino. Con dolce fermezza, unita a una fede senza confini, Margherita, saggia educatrice, fa della sua famiglia una chiesa domestica. Giovanni comincia a sentire sin da piccolo il desiderio di diventare sacerdote. Raccontò di aver fatto un sogno a nove anni, che gli rivelò la sua missione: ”Renditi umile, forte e robusto”, gli disse una donna splendente come il sole, ”e quello che vedi succedere di questi lupi che si trasformano in agnelli, tu lo farai per i miei figli. Io ti farò da maestra. A suo tempo tutto comprenderai”.

Fin da ragazzo Giovanni cominciò a intrattenere i suoi compagni con giochi di prestigio, imparati con duro allenamento, alternati a lavoro e preghiera. L’anziano don Calosso lo iniziò agli studi sacerdotali, che dovette affrontare con fatica, fino a lasciare la sua casa per l’opposizione del fratello Antonio. Egli voleva che Giovanni lavorasse i campi.

Seminarista a Chieri, ideò la Società dell’Allegria, che raccoglieva i giovani della cittadina. Nel giugno del 1841 venne ordinato sacerdote. Il suo direttore spirituale, don Cafasso, gli consiglia di perfezionare gli studi nel convitto ecclesiastico. Intanto don Bosco raccoglie intorno a sé i primi ragazzi, e organizza un oratorio festivo, inizialmente itinerante e poi stabile a Valdocco. Margherita, ormai anziana, accetta di venire a Torino ad aiutarlo, e diventa per i ragazzi ”mamma Margherita”. Don Bosco comincia a dare ricovero agli orfani senza tetto. Insegna loro un lavoro e ad amare il Signore, canta, gioca e prega con loro. Dai primi ragazzi arrivano anche i primi collaboratori. Si sviluppa così quel famoso metodo educativo, chiamato Sistema Preventivo:

“State con i ragazzi, prevenite il peccato con ragione, religione e amorevolezza. Diventate santi, educatori di santi. I nostri ragazzi si accorgano di essere amati.”

I primi collaboratori diventano col tempo, grazie anche all’aiuto del Papa Pio IX, una Congregazione che mira alla salvezza della gioventù, combattendo tutte le povertà e facendo proprio il motto: Dammi le anime, e tieniti tutto il resto. Il giovane Domenico Savio è il primo frutto del sistema preventivo. Maria Ausiliatrice, che sempre sostenne don Bosco nella sua opera, gli ottenne numerosissime grazie, anche straordinarie, e il denaro necessario per tutte le sue imprese. Lo aiutò anche nella costruzione dell’omonima Basilica. Con l’aiuto di santa Maria Domenica Mazzarello fondò l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Insieme ai benefattori e ai laici impegnati diede vita ai Cooperatori Salesiani. Don Bosco morì logorato dal lavoro a 72 anni, il 31 gennaio 1888. Oggi la famiglia salesiana è presente in tutto il mondo. Il Papa Giovanni Paolo II nel centenario della morte l’ha dichiarato Padre e Maestro della gioventù.
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