Tosi e la sua fine politica (decretata da lui stesso)

Le civiltà del passato, compresa quella dell'Antica Roma sembravano inattaccabili e indistruttibili fino a quando non hanno iniziato a combattere tra di loro, all'interno. Approfittando  del clima  teso tra le fazioni i barbari calarono dal Nord e conquistarono, distruggendola una delle più solide civiltà di tutti i tempi.

Oggi a duemila anni di distanza, la Lega Nord, sapientemente rilanciata da Salvini dopo gli scandali del passato in cui sono stati coinvolti Bossi e suo figlio e altri leghisti DOC, si trova a fare i conti con un Tosi che impazientemente non ha saputo ne voluto attenersi alle direttive del suo partito arrivando non solo a dare del "caino travestito da abele" e del "dittatore" a Salvini e di fatto ha spaccato la Lega Nord in due.

Il sindaco di Verona si prende 48 ore per decidere sul da farsi. Come mai? Non aveva già deciso di schierarsi contro l'unico governatore del Veneto che ha veramente dimostrato di saper fare qualcosa per i Veneti. +Luca Zaia ?

La faccenda puzza molto di tradimento e se c'è un Caino in questa storia Tosi farebbe bene a guardarsi allo specchio. Se il suo voler candidarsi fosse legato all'amore per il Veneto e la sua gente forse avrebbe fatto meglio a starsene buono, perchè così facendo ha dimostrato solo di voler fare un'assist alla Moretti e a Renzi.

Chi si schiererà con Tosi pagherà il prezzo di una politica ragionata male e finirà "a schifio" come il sindaco ribelle. Le sue ambizioni di diventare leader di un fantomatico centro destra moderato e vicino ad Alfano si sono infrante nello "scoglio" che lui stesso si è costruito in questi giorni di beghe e di litigi. Ha mostrato all'Italia e ai militanti della Lega la sua vera faccia; quella di un bimbo capriccioso che vuole a tutti i costi essere al centro dell'attenzione.

Se voleva costruire qualcosa di diversamente leghista, ha scelto il momento sbagliato perché i Veneti amano e sanno apprezzare il lavoro fatto da +Luca Zaia  in questi cinque anni. Se dovessi coniare uno slogan per la campagna elettorale di Luca direi "Guardiamo i Fatti non le Parole".

Di parole ne sentiamo anche troppe, tutto il giorno. Renzi è onnipresente in TV radio e giornali al punto che a volte mi chiedo in quanti siano veramente i cloni del primo ministro più logorroico dell'ultimo secolo.

Luca Zaia è uno che le cose le fa, poi ne discute. Questa è la vera e la nuova  maniera di fare politica oggi. Le promesse le hanno fatte in troppi per troppi anni. Questo è il momento della politica ruspante che dimostra in concreto. Zaia era in Russia qualche settimana fa, sfidando il divieto di  Renzi per aiutare l'export del Veneto messo in discussione dai divieti di "faccia da COOL" (renzi) salvo poi vederlo l'atro ieri parlare con Putin con le orecchie basse.

Luca sa che i Veneti non sono fessi e sa che sapranno riconoscere l'erba buona dalla zizzania quando sarà ora di andare a votare.

Tosi politicamente è finito, come Fini ha scelto la pugnalata alle spalle e finià travolto dalla stessa tempesta che lui stesso ha scatenato. Vedremo dopo le 48 ore cosa deciderà. Secondo me quello che aveva già intenzione di fare tanto tempo fa, un suo partito che andrà a baciare le chiappe di Alfano o della Meloni . Se deciderà di candidarsi farà una magra figura, anche se riuscirà ad avere i suoi 80 mila voticelli di consolazione non gli basteranno per salvare la faccia politicamente e verrà messo nel dimenticatoio.


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