Alpini Sempre.Un Libro una storia.Un anniversario






C'era il meglio dell'ANA ieri sera a Godega di Sant'Urbano. Non a caso questo comune ha ospitato la presentazione del libro di un suo cittadino (e vicesindaco) Giorgio Visentin che assieme a Innocente Azzalin e Claudio Lorenzet hanno scritto "ALPINI SEMPRE" 1925-2015 in occasione dei 90 anni della sezione di Conegliano Veneto. Il libro spiegato egregiamente dall'autore è stato realizzato volontariamente, senza alcuna forma di guadagno o lucro da parte degli autori (nello stile degli Alpini) e ripercorre attraverso foto e documenti storici i momenti che hanno portato alla formazione di uno dei gruppi Alpini più prestigiosi d'Italia.













Alla redazione del libro hanno contribuito con il patrocinio oltre che alla Regione Veneto e la Provincia di Treviso, i seguenti comuni: Conegliano,Codognè, Farra di Soligo, Gaiarine, Godega di Sant'Urbano,Mareno di Piave,Orsago,Pieve di Soligo,Refrontolo,San Fior,San Pietro di Feletto,Santa Lucia di Piave,San Vendemiano,Sernaglia,Susegana,Tarzo,Vazzola.

Tra una spiegazione e l'altra dell'autore che ha ripercorso la storia della sezione attraverso i suoi presidenti, i cappellani militari , i suoi uomini più significativi, si è esibito egregiamente il coro Bedeschi in con alcune toccanti canzoni tra le quali l'Inno di Mameli, La tradotta, e la commovente Amazing Grace (Amici Miei).

Presenti alcune tra le più alte autorità degli Alpini e alcuni sindaci della zona tra cui il sindaco di Godega Bonet, di Codognè Bet e di Conegliano Zambon, la sala era gremita di penne nere e di penne bianche. Un libro che si vuol presentare come "popolare" ed accessibile a tutti con le sue 200 pagine e le numerose foto storiche e documenti inediti per soli 10 Euro.

Concludo ri pubblicando la mia versione di una storiella che ho scritto in dialetto cercando di spiegare a modo mio come è nata l'"Idea" di creare il CORPO DEGLI ALPINI al Padreterno.
Un dì, al Padreterno l'à vardà zo sula tera e l'à vist che l'era bisogno de darghe na man ai poreti, a quei che no vea da magnar, a quei che vea pers la casa in te un teremoto o in te n'alluvion, magari l'era da far su na casa pai disabili e tutte ste incombenze che nessun vol mai far parchè i omeni ormai i varda sempre le so robe e sen deventadi tutti pi egoisti.
Allora l'à ciamà l'Arcangelo Gabriele e al ghe àù dita
" Senti, Gabri; atù un pochi de Angeli da mandar zo sula tera? I fa na gran confusion e l'è tant bisogno de manodopera. Se no fen qualcossa noialtri cossa vutu che spetene..i politici? Bisogna darghe na man ai poreti, ai teremotadi, ai alluvionadi, a tutti quei che soffre. Cossa ditu..mandene zo na schiera o do?"
E l'Arcangelo al ghe à rispost al Paron:
"Padreterno...anca coi Angeli sen ciapadi un po indrio...Ghen ven manda' tanti a starghe drio ale guere, un tot i è andadi in pension e tanti i è in malattia..no savaria gnanca mi cossa far"

Allora al Padreterno che l'è sempre avanti co le idee al ghe n'à pensà una de bela.
"Satu cossa che fae Gabri? Ghe fae vegner na idea ai umani Italiani. Ghe fae fondar un corpo special che lori i ciamarà ALPINI. Par farli deventar Alpini i vardarà dentro in tel cuor, e se i sarà brava zent i podarà aver l'onor de far parte de sto corpo veramente special"
"E cossa farali Padreterno?" l'à domandà l'Arcangelo.
"Tutt quel che fe voialtri Angeli, solche che invezze de esser in Spirito i varà spalle larghe e braz forti, e tanta voja de iutar che altri, senza domandar gnent in cambio.
Però bisogna che i umani i li conosse subito quando che i li vede, che i sappia che i è "dei nostri" allora ghe fen metter na PENNA sul cappel"  E fu così che sulla terra arrivarono gli ALPINI e sia gli Angeli che gli uomini ne furono contenti. (copyright by pio dal cin)

AGGIUNGO ANCHE LA BELLISSIMA PREGHIERA DELL'ALPINO DEDICATA AGLI ALPINI CHE "sono andati avanti" 
Preghiera dell'alpino



Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai,
su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza
ci ha posto a baluardo fedele delle nostre
contrade, noi, purificati dal dovere
pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Te, o Signore, che proteggi
le nostre mamme, le nostre spose,
i nostri figli e fratelli lontani, e
ci aiuti ad essere degni delle glorie
dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga,
fa che il nostro piede posi sicuro
sulle creste vertiginose, su le diritte pareti,
oltre i crepacci insidiosi,
rendi forti le nostre armi contro chiunque
minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera,
la nostra millenaria civiltà cristiana.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve,
Tu che hai conosciuto e raccolto
ogni sofferenza e ogni sacrificio
di tutti gli Alpini caduti,
tu che conosci e raccogli ogni anelito
e ogni speranza
di tutti gli Alpini vivi ed in armi.
Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni
e ai nostri Gruppi.
Così sia.


SIGNORE DELLE CIME




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