Samantha Cristoforetti ed io. Come l'ho conosciuta sui social ed intervistata.

Nel mio libro #codognecuoreveneto +Cuore Veneto Codognè Treviso  uscito da qualche mese e in vendita presso le librerie di Conegliano e a Codognè presso la Farmacia Toffolo, l'edicola Marion, il Tabacchino in centro e la Spaccio Occhiali Vision, troverete un codice QR con l'intervista (in Inglese) realizzata da me a +Samantha Cristoforetti  nel 2013. Ho pensato di fare cosa gradita ai lettori che non parlano l'Inglese traducendola in toto, sia nel video +YouTube  (crecate pio dal cin e lo troverete) con i sottotitoli, così da dare anche ai nostri fratelli e sorelle non udenti la possibilità di leggere l'intervista, sia qui, nel blog. Questa è la breve storia di come ho conosciuto +Samantha Cristoforetti  e tutta l'intervista tradotta. Buona Lettura e grazie a coloro che hanno letto ed apprezzato il libro scritto con +francesca salvador
      Intervista con i sottotitoli in lingua Italiana dell'intervista con +Samantha Cristoforetti


IO E SAMANTHA. OVVERO COME HO CONOSCIUTO ED INTERVISTATO LA PRIMA DONNA ASTRONAUTA A PASSARE SEI MESI SULLA STAZIONE ORBITANTE INTERNAZIONALE.

Era il 2013 e durante le mie notti insonni avevo l’abitudine di passare alcune ore al computer. Il “social” più trendy era Google Plus e li ho avuto la fortuna di iscrivermi molto presto e di raccogliere subito alcune migliaia di followers. Oggi ne ho più di ottantamila ed è bello vedere dalle statistiche che mi manda +CircleCount  che sono numero 23 in Italia e numero 125 in Europa.
Per caso ho notato che anche Samantha era presente su Google plus e l’ho messa subito tra le mie cerchie. In seguito le ho inviato un’email dove le chiedevo se potessi farle un’intervista via video ritrovo su +Google+ . +You Are The Star (for FIVE minutes)  (Sei tu la Stella per Cinque Minuti) questo era il titolo del mio “programma” su +Google+  allora. Mi divertivo un sacco ad intervistare gente che ritenevo interessante o semplicemente simpatica.
Un tete a tete, una chiaccherata tra amici con il supporto dei video ritrovi gratuiti che consentivano allora la presenza di quindici persone allo stesso tempo.
Il programma era diventato popolare e a tutti gli utenti piaceva essere invitati alle mie interviste perché erano tranquille e senza pretese di qualità video.
Quando chiesi a Samantha di partecipare accettò ponendomi però la condizione (attraverso l’ufficio stampa dell’ESA) che fossimo solo lei ed io nel video ritrovo.
Naturalmente accettai e fu meglio così. La mia idea iniziale era quella di avere una quindicina di persone nel vide ritrovo ma sarebbe stato un disastro gestire tutta quella gente e allo stesso tempo cercare di fare le domande giuste. Solo Samantha ed io quindi, troppo bello.
L’orario fu fissato per un pomeriggio e il video ritrovo durò quasi un’ora. Decidemmo di parlare in Inglese per dare all’intervista un potenziale audience più vasto.
Quando scaricai il video su Youtube in seguito creai un codice QR che ho volentieri inserito nel libro “Codognè Cuore Veneto” +Cuore Veneto Codognè Treviso in uscita il 6 gennaio 2014. Cosa centrava Samantha e la sua intervista con Codognè  è presto spiegato.
Il libro si proponeva di creare un link tra due generazioni tanto vicine fisicamente quanto lontane anni luce in termini di comunicazione : la generazione dei nostri bisnonni nonni e padri, con quella dei “nativi virtuali”  i giovani che amano essere connessi tutto il giorno e usano telefonini che si chiamano “Intelligenti” ma che se abusati rendono l’utente leggermente rimbambito.
Attraverso il connubio di vecchie foto, documenti e testimonianze di vecchi saggi del paese trasformati in codici QR mi proponevo nel libro di creare quello che l’amico Pierluca Bonicelli ha definito con intelligenza un “Filò 2.0”.
Da qui l’idea di inserire insieme agli altri codici QR che contenevano le interviste con i vari personaggi caratteristici del paese, quello con l’intervista a Samantha. Il passato ed il futuro.
L’idea è piaciuta. Quando però Domenico, un amico di Codognè mi fece notare che purtroppo lui non parlava l’Inglese e gli sarebbe tanto piaciuto ascoltare l’intervista in Italiano, mi riproposi di tradurre l’intera intervista con l’ausilio dei sottotitoli.
Oggi dopo otto ore di lavoro spalmate in una decina di giorni, sono riuscito a sottotitolare tutta l’intervista in Italiano, dando la possibilità così non solo a chi non parla l’Inglese, ma anche ai fratelli e sorelle non udenti di beneficiare di questa intervista che reputo interessantissima per i temi trattati e per la squisitezza di Samantha che ancor oggi ha tutta la mia ammirazione per avermi insegnato una lezione molto importante.
Lei, pilota e capitano di aerei da caccia,prima astronauta donna in Italia a passare sei mesi nell’ISS come capitano della missione “futura 42” ha accettato di rispondere alle domande di uno sconosciuto utente di  +Google+ abitante in un piccolo paese del Veneto Orientale e senza conoscenze specifiche nel settore, armato solamente di tanta passione per la fotografia e la sa.crittura creativa
Veramente una grande persona. Capisco quando durante l’intervista le chiedo “Se si ispira a qualcuno e chi sono i suoi eroi”, mi risponde cosi: “ Siamo tutti essere umani. Ognuno insegna qualcosa a qualcuno. Ho imparato tante cose da persone diverse nella mia vita, ma non ho mai messo nessuno in una posizione (quella del piedistallo appunto) che risulterebbe scomoda per chiunque. Non ho eroi. Solo gente, esseri umani che mi hanno ispirato e insegnato qualcosa” . Chapeau +Samantha Cristoforetti  bella lezione di umiltà.

Di seguito l’intervista in toto (47 minuti) come è stata da me tradotta con le didascalie su Youtube e scaricabile attraverso il codice Qr. Spero sia tanto gradita al lettore quanto è stato per me realizzarla.

Testo integrale dell’intervista:
Sono veramente onorato ed emozionato ad avere qui +Samantha Cristoforetti . Ci racconterà tutti i dettagli della missione e della sua vita se vorrà. Ascolteremo anche eventuali domande dal pubblico  che sta guardando in streaming.
Benvenuta +Samantha Cristoforetti come stai oggi?

Sto benissimo grazie per avermi invitato.Non vedo l’ora di rispondere alle tue domande e a quelle eventuali del pubblico che sta ascoltando e guardando. Benvenuti a tutti.
Grazie.
 Dove ti trovi in questo momento +Samantha Cristoforetti ? Sei in Europa o negli Stati Uniti?

Sono in Europa adesso. Sono seduta in una stanza del centro europeo astronauti. A Colonia in Germania dove noi astronauti europei abbiamo la nostra base, perché quando non stiamo facendo delle particolari prove a Houston o Mosca è qui dove lavoriamo.

Grande! Cosa ci puoi raccontare della missione per la quale ti stai preparando. Quali saranno gli esperimenti scientifici che farai lassù? Io so solo che sarà in novembre del 2014 vero?

Si. Stiamo parlando della missione a bordo della stazione spaziale internazionale (ISS), e sarà quella che noi definiamo “una missione a lungo termine” che durerà circa sei mesi. Lassù farò parte di un equipaggio di sei persone: due Americani, tre Russi ed io.
Per sei mesi ci prenderemo cura dell’ISS, saremo le mani, gli occhi, gli orecchi della squadra a terra. Faremo tutti gli esperimenti che scienziati di tutto il mondo hanno preparato nel corso degli ultimi anni in vista della missione, e noi saremo quelli che li vedremo fare nello spazio, in assenza di gravità.

Così tu sarai quella che farà gli esperimenti medici e scientifici?

Si. Ci sarà un campo molto vasto di discipline scientifiche atte a dimostrare la reazione di alcuni esperimenti in quella che noi chiamiamo “micro gravità” o che viene più comunemente definita “assenza di peso”
Siamo in grado di vedere cosa succede togliendo la gravità e questo può aiutare molto negli esperimenti di fisica altrimenti impossibili a causa della gravità stessa. E poi ci sono cose che esistono SOLO in micro gravità, come l’effetto sul corpo umano. Cosa succede al corpo quando stai per sei mesi in questa condizione di assenza di peso?
Noi come esseri umani, anzi, tutte le specie sulla terra si sono evolute nella gravità terrestre ed è interessante scoprire come il corpo sui adatta quando si toglie la gravità.
Molto interessante!
E  questo mi porta alla prossima domanda:
C’è un limite alla resistenza dell’uomo all’assenza di gravità? Quei sei mesi che passerai lassù sono il limite massimo oltre il quale non si puo’ andare o potresti stare su più a lungo?

Certo. Non consideriamo quei sei mesi il limite massimo di permanenza e di sopportazione all’assenza di gravità per l’uomo. Il problema è che scade la “garanzia”dell’ISS.
La Soyuz, che ha costruito il veicolo spaziale, ne garantisce l’integrità ed il perfetto perfezionamento per soli sei mesi ed è questa la ragione dell’alternarsi di noi astronauti ogni sei mesi, perché sappiamo che dentro a questo periodo siamo al sicuro per il rientro e il  veicolo ci porterà a casa in sicurezza.
Tra  un paio d’anni, nel 2015 ci saranno due astronauti, uno Russo e uno Americano che rimarranno su per un anno intero.Ci sarà quindi un alternarsi delle due capsule in modo da portare giù la “vecchia” Soyuz dopo sei mesi. I due astronauti si fermeranno perdue periodi e vedremo come reagiranno, cosa succederà, anche se in verità non è la prima volta, ma ora siamo in grado di osservare le reazioni molto meglio e cosa succede in termini fisiologici e psicologici.

Quindi il record sarebbe di un anno?

Si. Mi sembra che il record fin’ora sia di un anno.

Come vi preparate tu ed il tuo equipaggio per un evento così importante.Quando inizia il training..un paio d’anni prima?

Beh..diciamo che ti prepari per lo spazio tutta la vita, perché c’è così tanto di te stesso che porti, tutta l’esperienza che hai accumulato durante la tua vita. Ma per rispondere più specificamente alla domanda entriamo nella modalità “training” un paio d’anni prima. Dipende molto anche dal fatto che tu sia o n o un veterano. Se sei già stato nello spazio le cose che sai non le devi ripetere completamente. Si, direi che due anni è quello che ci vuole di preparazione per sei mesi a bordo dell’ISS.

Suppongo che lavoriate insieme come una squadra e vi conosciate molto bene. Parlate delle vostre emozioni quando vi trovate? Sono convinto che vi trovate spesso e le vostre aspettative rispetto a noi “terricoli” siano diverse e possiamo solo immaginare cosa passa per la vostra testa e a livello emozionale quando pensate che sarete proiettati lassù. Dev’essere qualcosa che muove tutta la persona a livello emotivo. Come vi preparate al lancio e a tutto questo?

Penso che ci siano aspetti della vita nello spazio che non si possono raccontare ne spiegare ne immaginare a meno che tu non ci sia veramente in quella situazione. Puoi ascoltare quello che ti raccontano gli altri astronauti ma è tutto veramente personale, come reagisci, i momenti intensi come quelli del lancio o l’arrivo alla stazione spaziale.vedere la terra da lassù per la prima volta, adattarsi alla micro gravità. Tutte queste cose hanno una forte componente personale. D’altro canto c’è la preparazione di due anni che è un periodo abbastanza lungo. Il proposito di questi due anni di preparazione è quello di far diventare questa esperienza il più familiare possibile in modo da evitare sorprese. Niente dovrebbe essere nuovo. Questo training ci prepara a tutto quello che potrebbe succedere, e quando alla fine lo hai provato e riprovato, non c’è più niente di nuovo, diventa tutto “normale” “familiare” dopo averlo provato e riprovato. Ma non c’è niente che può prepararti alla componente emotiva, ed è un bene che sia così.

Puoi descrivere com’è fatto l’ISS ? Dentro insomma…quante stanze ci sono. Come fate l’esercizio fisico almeno due ore al giorno ho sentito..come sono collegate le stanze tra di loro..come vi muovete…come dormite. Tutte le cose che sia fanno sulla terra, siete in grado di farle anche all’interno dell’ISS?

Ho una domanda di un bimbo di dieci anni che mi chiede  cosa mangiate e come è organizzata la vostra giornata volando in continuazione?

Hmm tante belle domande qui..
Se mi sposto (si sposta facendo vedere la foto dell’ISS alle sue spalle ) dovresti vedere una foto dell’ISS. E’ grande più o meno come un campo di calcio o di football Americano. Ha due entrate, lì dove si vedono i pannelli solari.
E formato da una serie lunga di cilindri e ognuno di essi lo puoi immaginare come una stanza a casa tua. Sono tutti collegati l’un l’altro. Immagina il corridoio centrale, un grande lungo corridoio che va da retro a fronte. Dietro c’è il segmento Russo. Muovendosi verso il centro c’è il laboratorio e la parte Americana nella parte anteriore, chiamata “nodo due”, ai lati all’esterno, come due ali cè il laboratorio europeo “Colombo” e alla fine quello Giapponese.
Verso il centro, dove si trova il primo snodo ci sono tre cilindri. E’ un nodo molto importante per noi perché è li che si trovano le toilettes e tutti sono interessati a questo posto (ride divertita) sai com’è no..?
C’è anche una macchina per gli esercizi molto importante, è come una palestra, una piccola palestra da casa. C’è una macchina complicata che ha dei cilindri sottovuoto che come un’aspirapolvere simulano il sollevamento pesi. Naturalmente essendo in assenza di gravità non ci sono neanche pesi, ma questi aspiratori  sottovuoto producono bene l’effetto dei pesi e ci permettono di fare l’esercizio di cui abbiamo bisogno.



Vicino alla palestra c’è un posto bellissimo che si chiama “Cupola”. Il bello di questa cupola è che si tratta di un insieme di finestre che formano un’unica finestra grande che ti permette di vedere la terra da un’orizzonte all’altro..puoi con gli occhi abbracciare tutta la terra.
Ritornando indietro nel corridoio dall’altra parte, c’è un altro posto importante: “L’air lock”. Questo è il modulo che usiamo per andare fuori, nello spazio, per le passeggiate spaziali. Per uscire bisogna togliere l’aria dal modulo, tutta l’aria, e poi si apre la porta e si va fuori. Quando si ritorna bisogna repressurizzare il modulo rimettendovi l’aria e lo chiamiamo “air lock”. Ce ne sono due sull’ISS. I Russi ne hanno uno nella loro sezione.
Verso la base, verso la terra abbiamo poi quello che si chiama il “PMM” o “Leonardo”. E’ un modulo di stoccaggio ed è stato fornito dall’agenzia spaziale Italiana, quindi come vedi c’è anche un po’ d’Italia nello spazio.
Quali sono i vostri orari? E’ già tutto programmato quotidianamente? Hai un’orario ferreo al quale devi obbedire o lo programmi di volta in volta a seconda delle esigenze?
Si. Abbiamo una “timeline” (linea del tempo) e per gli astronauti è molto importante essere in ordine con questa tabella di marcia temporale e non prendersi indietro. Il che significa essere in grado di fare tutte le cose che sono state pianificate. C’è un margine di flessibilità durante il giorno: ci sono cose che puoi interscambiare con altre. Poi ci sono quelle da fare assolutamente, molto rigide e ristrette. Come ad esempio se hai bisogno di un certo supporto che è disponibile alle 12, devi essere disponibile alle 12 altrimenti perdi la possibilità di usare quel determinato supporto e questo non è tollerabile  .
Ci sono altre cose che vengono pianificate per essere eseguite a bordo con alcuni mesi d’anticipo sulla partenza della missione in ordine di tempo per mese, settimana, giorno. Naturalmente poi ci possono essere gli imprevisti. Viene tutto pianificato insomma alcuni mesi prima della partenza.Tutto quello che deve succedere in quella missione e lavori mese dopo mese, settimana dopo settimana e naturalmente le cose possono cambiare, possono rompersi. Magari non vanno così velocemente come si pensava.
A terra ci sono delle persone, i “pianificatori” che si prendono cura degli imprevisti e aggiustano la tabella di marcia.
Interessante!!

Cosa succede se qualcuno si sente male. Come fate? C’è un dottore sull’ISS? Siete preparati anche ad affrontare emergenze mediche?

Puo’ esserci a volte un medico nell’equipaggio, alcuni astronauti lo sono.
Nella nostra spedizione non ci sarà un medico ma abbiamo sempre almeno due membri dell’equipaggio che sono specializzati come medici dell’equipaggio. Io sarò uno dei due. Ci si prepara per ogni evenienza d’emergenza, ma anche a fare delle piccole operazioni mediche. Più che ad essere dottori siamo preparati ad essere infermieri e facciamo quello che saprebbe fare uno di loro e poi in ogni caso c’è sempre un medico a terra e se qualcosa di veramente grave dovesse succedere opereremo sotto la sua guida.

Un po’ come cercare di far pilotare un aereo da terra come si vede in certi film..? 

Abbiamo un allenamento intensivo  per fare queste operazioni. Specialmente vere emergenze come se qualcuno ha bisogno del CPR. Ci prepariamo moltissimo e l’euipaggio dev’essere velocissimo. Abbiamo una stazione CPR sempre attiva in modo da poterlo fare all’occorrenza molto velocemente.

Il vostro cibo com’è? In piccole scatolette o potete mangiare che so un piatto di spaghetti, una pizza…come fate?

Il mio collega Luca Parmitano  che sarà nello spazio tra qualche mese avrà lasagne a bordo, risotto al pesto, tiramisù. Li ho provati, sono veramente buoni, quasi come cibo appena cucinato. Ma questo è un cibo speciale che è stato preparato in piccole quantità per lui.
Usualmente ci sono, credo sedici menù a rotazione. Così per sedici giorni hai sempre qualcosa di nuovo da  mangiare ogni giorno. Il diciasettesimo giorno ricominci di nuovo e via così.
Abbiamo principalmente cibo Americano e cibo Russo. L’ESA ci permette anche di avere del cibo Italiano come ho appena spiegato.
Normalmente è contenuto in delle sacche, è deitratato. Puo’ essere reidratato a temperatura ambiente oppure con dell’acqua calda e ogni sacca ha le istruzioni che ti indicano quanta acqua mettere, quanto devi aspettare. Basta seguire le istruzioni e hai un piatto gustoso o un pasto completo.
Altri cibi sono in sacche termostabilizzate. Le metti in un piccolo forno che ci portiamo dietro.Sembra una piccola valigetta. Metti dentro il sacchetto per un certo numero di minuti, a seconda di quanto caldo lo preferisci ed è pronto per essere mangiato.
Alcuni cibi sono nella loro forma naturale come degli snacks o dei biscotti che sono impachettati e nella forma sono molto simili a quelli del supermercato. Questi sono i tipi principali di cibo. A volte riceviamo cibo fresco quando arriva un nuovo veicolo con le provviste, può esserci del cibo fresco che però va consumato subito perché non c’è possibilità di metterlo da parte o conservarlo in un freezer.
Questi sono i piccoli regalini che riceviamo da terra di tanto in tanto.

Come vi vestite a bordo? Potete vestire casuale, come volete o dovete vestire in una certa maniera con delle tute speciali?

I vestiti sono standard. Prima di volare ci presentano i tipi di vestiario a disposizione e poi uno può decidere se portare più pantaloni lunghi o corti, oppure più t shirts. Se è uno che soffre il freddo magari puo’ avere un maglioncino o due in più. C’è una flessibilità nella decisione basata sugli standards personali.

Credo che la temperatura a bordo sia tenuta costante dall’aria condizionata vero? L’energia che vi serve arriva dai pannelli solari?

Si siamo pienamente autosufficienti e “verdi” nella stazione. Tutta l’energia arriva dai pannelli solari e naturalmente c’è bisogno di una pianificazione e direzione che si occupi di questo aspetto.
Abbiamo gente a terra  che controlla che ci sia un ottimo bilanciamento di energia; che non consumiamo più di quello che produciamo con i pannelli solari. Tipicamente non succede, ma potrebbe succedere.

Come fate con la spazzatura…… Come la distruggete …con prodotti chimici? Tutto quello che si butta insomma..come fate?

Questo è un altro aspetto molto importante; disporre della spazzatura è una cosa importantissima.
Nella stazione arrivano i veicoli con il materiale: c’è quello Russo, il Giapponese, il Dragon Americano e il veicolo europeo. Si chiamano Progress,HTV e il veicolo automatizzato di trasporto europeo. Servono a rifornire l’ISS dei materiali di cui ha bisogno nei sei mesi.
Tutti questi moduli servono anche da spazzini, infatti, al rientro, al contatto con l’atmosfera  bruciano e si disintegrano. Per questo prima di rimandarli a terra li riempiamo con tutto quello che desideriamo buttare e tutto viene disintegrato con il modulo al contatto con l’atmosfera.

Ho una domanda da un’ascoltatore. Che tipo di attenzione mediatica hai avuto essendo la prima donna italiana astronauta a passare sei mesi sull’ISS?

C’è stata un po’ di attenzione da parte dei media sicuramente quando sono stata selezionata ed assegnata alla missione tutto qua. (ride).


E’ prevista qualche passeggiata spaziale? Come vi preparate a questo nell’eventualità?


Mi piacerebbe tanto ma non lo so. Questo tipo di pianificazione viene fatto più avanti. I dettagli discussi più in la nel tempo (siamo nel 2013 durante l’intervista) adesso manca troppo tempo per poterlo sapere con certezza.Dipende se ce ne sarà bisogno della passeggiata o se verrà assegnata a questa missione. C’è anche la possibilità di una passeggiata non prevista e questo è successo anche nelle missioni precedenti già molte volte.
Naturalmente le cose possono rompersi e potremo trovarci nella situazione di dover uscire a ripararle senza poterlo sapere in anticipo. E’ quella che noi definiamo “Una passeggiata contingente EVA”  al contrario di “Una passeggiata pianificata EVA” EVA sta per Extra Vehicular Activity (Attività Extra Veicolare). Il nome tecnico per una passeggiata spaziale.

Così per te sarebbe una cosa bellissima . La cosa che più ti piacerebbe fare vero almeno una volta nella vita?
Certo. Mi piacerebbe moltissimo provarla ma vedremo.
Se succederà lo verremo a sapere sicuramente!

Ci si incarica di fare le foto da lassù? C’è un astronauta addetto a questa attività specifica oppure  chiunque puo’ fare le foto?
Durante la passeggiata?
No..durante l’intera missione.
C’è qualcuno interamente dedicato allo scatto delle foto o fate come meglio credete. Come funziona?
Si gli astronauti sono liberi di scattare tutte le foto che credono, infatti ci sono molte fotocamere a bordo e di solito portiamo anche le nostre personali. Alcuni di noi fanno moltissime foto, altri meno, dipende dalle preferenze. Uno puo’ ovviamente fare tutte le foto che desidera.
Ci sono poi delle foto che facciamo per la “Comunità dell’osservazione della Terra” Loro stabiliscono dei “bersagli fotografici” che ci indicano ogni giorno e ci dicono” Quando passerai sopra quel bersaglio se le condizioni del tempo lo permettono scatta questa foto…e ci danno le indicazioni geografiche” al di la dio questo siamo liberi di scattare tutte le foto che desideriamo.

Adesso la domanda di una bimba di dieci anni, compagna di classe di mia figlia.
Hai la percezione del giorno e della notte?

I giorni e le notti passano velocemente lassù. L’ISS fa il giro della terra in 90 minuti, quindi ogni ora e mezza si fa un giro completo del pianeta e hai un’alba ed un tramonto. Ovviamente all’interno della stazione non viviamo un giorno di 90 minuti, sarebbe estremamente difficile. L’equipaggio segue un normale ritmo di 24 ore basato sul tempo di Greenwich. La giornata normalmente inizia verso le 8 del mattino con una conferenza con la terra. Poi durante la giornata (calcolata di 24 ore) si tengono accese le luci e poi si spengono simulando la notte all’interno  in questo modo.


A che velocità viaggia l’ISS se riesce a circumnavigare la terra in 90 minuti? E’ velocissimo!!

A ventottomila chilometri orari!

Non c’è percezione della velocità lassù vero?
No..a meno che tu non colpisca qualcosa… allora ne avresti una buonissima percezione. Se non si colpisce niente, tutto OK.

Questo mi suggerisce un’altra domanda: C’è la possibilità che vi colpisca un meteorite? E’ successo recentemente in Russia; una pioggia di meteore ha colpito  la Russia causando parecchi danni.

E’ estremamente improbabile. Se ci fosse l’imminenza di impatto con una meteora i controlli da terra modificherebbero l’orbita pianificando una manovra atta ad evitare l’impatto.
Quello che succede di continuo invece è l’impatto con micro meteoriti; piccole particelle che si scontrano con l’ISS ad altissima velocità. Tutti gli elementi pressurizzati della stazione hanno uno scudo protettivo anti micro meteore.  Speriamo che non riescano mai a far breccia negli scudi e a perforare la stazione.
Uno degli scenari d’emergenza per cui ci prepariamo si chiama “depresurizzazione rapida” in caso che l’ISS perda la pressione rapidamente. Siamo preparati a fronteggiare anche una situazione come questa.

Quanto lontani siete dalla terra?
Non proprio così lontani..siamo a 400 chilometri. E’ quello che tecnicamente definiamo “Bassa Orbita Terrestre”.
Un’altra domanda da un bambino: Come vedete la luna da lassù?
O marte?
Non lo so…non ci sono mai stata fin’ora. Sapro’ rispondere una volta che arriverò lassù?

Viaggerai tra la luna e la terra come in un corridoio? Come vedrai la luna quando orbiti attorno alla Terra?

Mah..la posizione della luna sarà determinata anche dalla posizione attuale dell’ISS
Una domanda da mia figlia Aurora, dieci anni.
Ciao Aurora!
Vuole sapere quando hai sentito la voglia di diventare astronauta.

Quando è iniziata la passione per lo spazio?

Penso di essere stata più giovane di Aurora. Ero molto giovane ed ho sempre detto ai miei di voler fare l'astronauta fin da bambina.
Questa è la storia comune a tutti noi astronauti, volevamo farlo da sempre. La maggioranza di noi ha ha avuto sempre questo sogno.
E' qualcosa che ti cresce dentro quando sei un bambino e si sviluppa in quello che sei oggi.

Qual'è il tuo sogno come astronauta? La cosa che vorresti fare veramente. Il tuo punto di arrivo. Quello che ti auguri ed aspetti per il futuro?

Beh..nell'immediato nel medio termine considerando la mia missione mi piacerebbe  avere l'opportunità di una passeggiata spaziale.Non sono molto originale in questo desiderio, tutti noi astronauti sognamo di farla un giorno. Se consideriamo a lungo termine, il mio sogno sarebbe quello di andare nello spazio per una missione oltre l'orbita bassa.https://blogs.nasa.gov/spacestation/2015/02/18/astronauts-preparing-for-friday-spacewalk/#comment-43617


Come fa la stazione orbitante a stare al suo posto nello spazio? cosa la mantiene in posizione o dal fluttuare nello spazio?

La stazione è in orbita e diventa come un satellite.come la luna in un certo modo.Quando sei a una certa distanza dalla terra, se hai una velocità costante, quella che si chiama "velocità di orbitazione", rimani su quell'orbita e continuerai a girare intorno. Immagina di essere su di un edificio alto 400 chilometri e di essere una persona fortissima e potessi prendere la stazione e lanciarla. Ad un certo punto cadremme sulla terra. Ritenta dandole più forza; cadrà più in là...e avanti così, fino a che la velocità che tu gli dai te la farà ritornare alle spalle, dopo un giro completo, poi farà un'altro giro eccetera... Questo significa essere in orbita. E' un po' semplificato...In realtà all'altitudine dell'ISS ci sono  dei residui d'atmosfera molecole atmosferiche residue e questo genera un po di frizione residua. Questo è un fattore che rallenta la stazione, anche se di poco. Periodicamente bisogna quindi ripristinare la velocità d'orbita e riportarla in alto, all'altitudine desiderata. Sono stata abbastanza chiara?

Certo certo..un po come il gioco che facevo da bambino. Un sasso legato ad uno spago; lo facevo roteare e lo spago si tendeva imprimendo al sasso una rotazione costante che continuava fino a che non rallentavo il moto circolatorio o frenavo di colpo.

Si..più o meno così.

 Chi ti ha ispirato nella vita e quali sono i tuoi eroi?

Non lo so..non ho eroi che mi vengono alla mente. Ho avuto tante persone che ho ammirato ed ascoltato ma nessuno da mettere nel piedistallo come eroe.Cerco di imparare da tutti qualcosa. Tutti hanno qualcosa che ti può ispirare e puoi portare con te.siamo tutti umani.
Penso che non mettere nessuno su un piedistallo sia un atto di gentilezza nei loro confronti, perchè il piedistallo è per tuutti una posizione molto scomoda. Siamo solo tutti essere umani.

 Come può l'ISS aggiustare la sua posizione non essendoci frizione nello spazio?
Come fate a correggere la posizione al bisogno senza la frizione che l'aria esercita ad esempio sugli aerei quando dovete cambiare altitudine?

L'ISS è fornito di piccoli razzi direzionali su tutta la superficie. In base a quelli che accendiamo riusciamo a dare alla stazione la giusta direzione.

Durante la giornata avete tempo libero?

Facciamo cose differenti, a seconda dell'aspirazione che ognuno di noi ha... Alcuni fanno foto, altri guardano un film, altri leggono un libro oppure vanno in palestra. Altri fanno esperimenti. Abbiamo un programmma che si chiama "Scienza Volontaria" dove possiamo offrire il nostro tempo libero per fare più esperimenti scientifici oppure i nostri esperimenti personali o qualche dimostrazione di effetti fisici in mancanza di gravità.
Possiamo chiamare a casa o chiunque attraverso il nostro telefono. Facciamo video conferenze con la famiglia dove possiamo vedere i famigliari in viso e loro possono vedere noi. Queste sono le cose che possiamo fare..ma non possiamo dormire..

La prossima domanda è un po' personale, puoi fare a meno di rispondere se non vuoi.. Sei sposata? Hai Figli?

Di solito non rispondo a domande di tipo personale...ma posso dirti che non ho figli...basta così.

Come vedi il futuro dell'esplorazione spaziale?
Pensi che andremo su altri pianeti..su Marte per esempio?
Stavo sentendo recentemente di un progetto di "colonizzazione di Marte"
Come vedi il futuro nello spazio?

Penso che il modo migliore sia di immaginare come saremo tra 500 anni e pensare come saremo allora. Se facciamo questo diventa difficile immaginare noi, la civilizzazione umana in questo tempo futuro ancora "costretta" a vivere solo in questo nostro bellissimo ma piccolo pianeta.Penso sia una cosa che tutti noi percepiamo istintivamente e cioè che il futuro sarà un'estensione del modo e del luogo in cui oggi viviamo. Assumendo che ciò sia vero è solo una questione di fare dei passi in questa direzione. L'ISS è veramente un buon inizio in questo senso, perchè significa che negli ultimi dodici anni abbiamo avuto degli umani in orbita. Abbiamo imparato ad operare in orbita, nello spazio,permanentemente, con uno sforzo internazionale che è l'ISS non solo complesso da un punto di vista ingegneristico, ma anche da un punto di vista razionale poichè fa parte di uno sforzo internazionale, ed è questo che ci rende più forti. Un vero punto di partenza sulla strada che ci porterà in futuro ad essere una specie interplanetaria; questo è il mio pensiero personale.

Credi ad altre forme di vita nell'Universo? E se ci credi, vista la vastità dello spazio c'è un modo in cui possiamo ovviare ai nostri limiti di velocità e viaggiare al punto di poter così raggiungere i limiti dell'Universo o i suoi confini più lontani?

Rispondo prima alla domanda sulla vita. Non penso dovremmo porcela in termini di "credere o meno". E' una domanda ancora aperta. Io non lo so, nessuno sa la risposta ancora. L'importante è di tenerla presente come domanda cercando nel frattempo di trovare la risposta, per esempio esplorando e osservando molto bene gli altri  pianeti dell'Universo.
Come ovviare alle distanze siderali?
Penso sia una questione di conoscenza.Fin tanto che saremo una specie caraterizzata da immaginazione e da curiosità, da ingenuità, quali siamo noi esseri umani, non c'è un limite prestabilito su quellio che potenzialmente possiamo fare per sviluppare le nostre tecnologie ed ho fede che un giorno ci riusciremo.

L'intervista si conclude con i ringraziamenti ed un breve saluto in Italiano.
grazie di cuore +Cuore Veneto Codognè Treviso   +Samantha Cristoforetti   #cocognecuoreveneto
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