Oliviero Toscani e i Veneti lettera aperta allo sbronzo ubriacone

E bravo Oliviero Toscani. 


Con la tua uscita sui Veneti ubriaconi hai ottenuto quello che volevi; far parlare di te. Non so quale diavoleria pubblicitaria stia partorendo la tua mente miliardaria grazie alle campagne scritte per la Benetton che ti resero famoso in tutta Italia. Quello che riesco a capire è che in qualche maniera dovevi far parlare di te, e ci sei riuscito. Sei un mago della comunicazione provocatoria e questa volta l'hai usata prendendoti gioco di cinque milioni di persone; i Veneti.
Peccato tu abbia scelto un momento storico brutto. Noi Veneti in questi ultimi anni ci stiamo veramente stufando di essere lo zerbino dove politici corrotti e chiunque desideri farlo si puliscono le scarpe. Siamo stufi di mandare venti miliardi di euro l'anno ad un governo centralista che spara solo balle e non fa niente per risanare un'economia al collasso. Siamo stanchi di stronzi come te o il presentatore RAI di turno che cadendo nella faciloneria dello stereotipo del "Veneto Mona e ubriacone" ci sfottono continuamente come se fossimo gli scemi del villaggio mediatico.
Senza il Veneto l'Italia sarebbe messa molto più male di quello che è. Da secoli rappresentiamo il fior fiore dell'imprenditoria, dell'artigianato, del saper organizzare le aziende in modo da essere competitivi nel mondo, non solo in Europa.
Il Prosecco è un vino che fa la barba allo champagne francese, è un vino che ormai è conosciuto in tutto il mondo ed esporta ogni anno più di trecento milioni di bottiglie.
Peccato dicevo che tu abbia scelto il momento sbagliato per prenderci a calci nelle palle come se fossimo una sorta di video game da accendere e spegnere a tuo uso e consumo.
Peccato che ancora nessuno di noi Veneti abbia preso un'iniziativa legale nei tuoi confronti, una raccolta di firme per bandirti a vita dalla nostra amata regione, o qualsivoglia azione atta a scoraggiare altri deficienti in futuro a copiare questo tipo di provocazione che noi come popolo Veneto non siamo più disposti a tollerare.
Personalmente non ti conosco e non ci tengo nemmeno a sapere cosa fai dove vivi o chi sei. Per me da oggi sei solo una nullità che ha dimenticato la prima delle regole del vivere comune: il Rispetto.


Senza rispetto non si va da nessuna parte. Si calpestano i diritti fondamentali delle persone quali la libertà di espressione o di professare la propria fede ed il proprio pensiero. Hai calpestato senza rispetto l'integrità, l'onestà e la saggezza di milioni di Veneti. Chiedere scusa non ti servirà nemmeno a farti perdonare caro Oliviero. Se venissi nella mia osteria, nel mio ristorante, nel mio albergo,nella mio agriturismo, nei miei locali in Veneto, mi rifiuterei di farti entrare e se chiedessi un bicchiere di vino ti farei bere solo acqua.


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