Diga del Vajont Cinquantuno anni dopo. Un pensiero a quella tragica serata di Ottobre

(pio dal cin)
Sono le 22:35. Penso a Longarone, Erto Casso e gli altri paesi. A quest'ora l'immane tragedia si era già consumata. Mille Novecento Diciassette. E' il numero delle vittime accertate. In pochi minuti si è consumata sull'altare della cupidigia e del calcolo dell'uomo sulla pelle dei suoi simili la più grande delle tragedie Italiane, e mentre celebriamo anniversari di tragedie che non sono
neanche "nostre" non si è ancora istituito un giorno ufficiale della memoria per le vittime del Vajont.

Il desiderio di nascondere e far scivolare nel dimenticatoio quella che fu il disastro più grande nella storia d'Italia causato dall''uomo. Certo fu il monte Toc a scivolare giu' fino a quel maledetto bacino sttracolmo d'acqua che teneva in piedi la frana con la sua pressione. Certo fu l'uomo(nome e cognome) ad ordinare che il livello venisse abbassato immediatamente togliendo di fatto quella pressione che teneva attaccata una frana di milioni di metri cubi al resto della montagna. Di certo furono ignorati gli appelli della giornalista d'assalto che aveva indagato per mesi e aveva scoperto il malaffare che aveva portato la SADE a costruire una diga in una  gola che dal punto di vista idrogeologico era totalmente inadatta.

Cercare le colpe non servirà a restituire le vite spezzate, i sogni di bambini che andavano ancora all'asilo, di morosi che pensavano di come metter su casa, di padri che aspettavano che la moglie desse alla luce il loro primo figlio, di sorelle, di fratelli, di zii di nonni. Tutto spazzato via in quattro minuti.

Quanti di noi si ricordavano che oggi era l'anniversario della tragedia del Vajont? Anche noi, nell'era degli smartphones tendiamo a dimenticare, a separarci da una tragedia che non ci appartiene perchè non è successa a noi, e troppo lontana. Come Roma. Roma che non spende una parola per ricordare il Vajont. Il Presidente Napolitano ha detto qualcosa oggi? Forse si forse no. Renzi ha detto qualcosa sul Vajont invece di continuare ad apparire in TV fino all'esaurimento (nostro) perchè non c'è TV, non c'è TG,non c'è programma radio che non nomini il "pifferaio magico" due o trecento volte al giorno. Perchè lui si che salverà l'Italia, lo promette, in cento, mille, diecimila giorni. Il suo silenzio oggi sulla tragedia del Vajont è tanto fragoroso quanto quella frana che in poco più di tre minuti si è portata via una vallata ricca di vita e di speranza.















Ma non è di politica che voglio parlare in questo mio post stasera. Voglio solo sperare che tragedie come questa non si ripetano più. Oggi la tragedia del Vajont deve farci pensare a quanto male può fare il giudizio sbagliato di alcune persone che con le dovute conoscenze per ottenere quello che desiderano non  esitano a mettere a repentaglio la vita, le vite di migliaia di essere umani.

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