Refrontolo Una tragedia senza precedenti

(by pio dal cin) 




Vedere questa luogo da sempre per noi della zona meta di passeggiate romantiche o in mountain bike cosi' stravolto dalla furia delle acque che sabato sera si sono portate via quattro vite fa male. Fa male perchè questa volta la pazzia di un temporale estivo ha sbagliato luogo. Non c'è cementificazione selvaggia tra le colline del Prosecco. Qui si produce il Marzemino, un ottimo vino rosso che piace a tutti. Qui c'è il Molinetto della Croda, dove abbiamo portato i nostri figli a vedere come funziona un mulino, come la macina schiaccia i chicchi di grano, azionata da una grande ruota di legno che sfrutta la caduta di una cascatella a fianco del mulino stesso. Non doveva succedere nella tranquilla e sorniona Refrontolo dove da decine d'anni la proloco organizzava in quel campetto a destra della prima curva, per chi scende dal Molinetto, le feste di Agosto, ritagliate apposta per chi non puo' o non vuole allontanarsi troppo per passare in allegria una serata con gli amici mangiando due braciole e bevendo un bicchiere in compagnia.






Sabato verso le ventidue non pioveva. Sulla zona si erano abbattuti dei violenti temporali ai quali tutti ormai siamo abituati, specie durante questa estate non estate, dove il sole è diventato una scommessa dificile da vincere. Non pioveva in centro a Refrontolo, ma pioveva più su, verso Cison, verso Tarzo. Chissa' cos'è successo.Le balle di fieno? Poco probabile. Sembra che una serie di eventi concatenati abbiano fatto si che si creassero dei "tappi" naturali, delle mini dighe che hanno accumulato un'enorme quantità d'acqua che ad un certo punto, come una mazza si è abbattuta sull'invaso del piccolo laghetto che si forma sotto la cascata del Molinetto prendendo una gran quantità di grosse pietre e scagliandole oltre il muretto di recinzione,di fronte all'entrata del mulino stesso. Da questo punto al luogo dove la gente si era riunita a festeggiare la "festa dei omeni" sono circa quattro, cinquecento metri. L'acqua è arrivata come un serpente silenzioso e si è insinuata prima tra le caviglie e poi su su fino alle ginocchia, fino alla vita. Alcuni, i più veloci hanno intuito che stava succedendo qualcosa e sono scappati. Quasi tutti ce l'hanno fatta tranne quei quattro che mai avrebbero pensato di andare al loro appuntamento con la morte in una tranquilla serata d'agosto, tra il verde del bosco e la tranquilla atmosfera di pace di un luogo così caro a tutti noi.







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