Diritto di Cronaca o Diritto di stupro al dolore?

(by pio dal cin)

La locandina fuori dalle edicole "sbraita" la notizia del giorno: "Dodicenne si impicca" . "Ci risiamo" penso. "I giornali locali danno un enorme spazio ad una notizia che secondo gli standards del giornalismo internazionale dovrebbe riportare solo le iniziali ed un breve, brevissimo annuncio di quella che è una storia e una tragedia immane ma che dev'essere gestita come una cosa privata, appartenente alla famiglia alla quale la vita ha distribuito oggi una "carta sbagliata".
Non sono uno che si impressiona davanti a niente (purtroppo) Da quando ho iniziato il mio percorso di fotoreporter nel lontano 1986 ne ho viste di cotte e di crude. Nelle notti insonni del mio 24/7 al +Gazzettino  quando seguivo la pagina di Conegliano venivo spesso a confrontarmi con scene terribili di morte come gli incidenti del sabato sera, morti per overdose, delitti consumati con ferocia che credevo appartenere solo alle grandi metropoli.Ho passato i miei primi anni da freelance fotografando la guerra a Gaza, nella ex Jugoslavia, durante la Rivoluzione Rumena del 1989. 
Niente mi impressiona. Ho visto corpi straziati e la morte in diretta. Questa prefazione per introdurre il lettore a comprendere il mio disgusto quando leggo nei giornali locali +La tribuna di Treviso  ed il +Gazzettino  di questo nuovo suicidio. Si tratta di un adolescente. Altro io non ho letto. Purtroppo esiste ancora chi crede (e mi rivolgo a giornalisti ed redattori) che una notizia simile debba trovare lo spazio di una prima pagina. Unica eccezione la fa il +Corriere della Sera  che dedica un trafiletto senza però "sbattere il mostro in prima pagina.

Ribadisco che a mio parere un suicidio è e rimane una tragedia familiare e non dovrebbe in nessun modo venire pubblicizzata per due semplici ragioni:

L'EMULAZIONE: 

Come ho già scritto nel post che troverete qui sotto, quando lavoravo per il +Gazzettino  negli anni 80, a Pianzano di Godega S.Urbano ci fu una serie impressionante di suicidi. I giornali locali davano grande spazio alla notizia con enorme dovizia di particolari. Non mi era mai capitato di dover assistere a così tanti suicidi in così poco tempo, e fu allora che capii che L'EMULAZIONE era un grosso rischio, al quale i redattori non dovevano assolutamente sottoporre i lettori con i loro articoli. Cercai in tutti i modi di persuadere  i colleghi a non insistere in tale comportamento: inutilmente. Lo faccio ancora oggi, dopo oltre trent'anni e siamo al punto di partenza.

LA TRAGEDIA PERSONALE
 Oltre all'enorme  dolore di aver perso un proprio caro, la famiglia deve fare i conti con una spietata pubblicità che non lascia spazio alla vicenda umana intrinseca al fatto stesso. Genitori, fratelli, cugini, nipoti, nonni,amici e conoscenti vengono gettati nell'enorme minestrone di un racconto macabro che ha solo lo scopo di far vendere qualche centinaio di copie in più mascherandosi da "dovere di cronaca". Se questo è il "dovere di cronaca" forse sarà meglio che il  +Consiglio Nazionale Ordine Dei Giornalisti  riveda un attimo l'etica che dovrebbe applicarsi a casi come questo e particolarmente delicati essendovi un minore, un adolescente coinvolto.

Non aggiungo altro, se non che non mi fermerò. Quando leggerò la prossima volta una notizia del genere tornerò a scrivere, a pubblicare magari aggiungendo le foto dei suicidi ai quali mio malgrado ho dovuto assistere dietro la mia fotocamera, "spedito" da redattori incuranti ed insensibili che in nome del "diritto di cronaca" dovevano per forza creare sensazione sulle tragedie altrui.



RIPROPONGO UN VECCHIO POST DEL 2010. CON L'ESORTAZIONE AI GIORNALI LOCALI E NAZIONALI A TRATTARE QUESTE NOTIZIE CON LE DOVUTE CAUTELE. A COSA SERVE PUBBLICARLE'? NON BASTEREBBE UN TRAFILETTO CON LE INIZIALI E BASTA. 









Suicidi in Veneto. Giornali e Media devono minimizzare


La scritta “Operaio si impicca nel bosco” campeggia a grandi caratteri sulle locandine fuori dalle edicole. Entro, compero i giornali locali ed ecco la notizia, in apertura, in prima pagina, con una dovizia di particolari che renderebbe “facile” il suicidio anche a chi non sa cosa significhi la parola.I giornali e i tiggi’ devono riportare le notizie di cronaca, però in questi casi basterebbe un trafiletto a piè pagina, senza tanti particolari, possibilmente senza riportare nemmeno il nome.
E' ora che i giornali locali finiscano di "pasteggiare" sul dato di fatto che cronaca nera ed episodi particolarmente cruenti incidano sulle vendite del 10% .Occorre più serietà professionale, anche se so che il mio appello cadrà nel vuoto, visto che ogni volta che c'è un nuovo episodio è difficile per le redazioni resistere a pubblicare e vendere qualche centinaio di copie in più della concorrenza


Il suicidio è una tragedia personale e così dovrebbe essere trattato,darlo in pasto al pubblico non serve a niente, se non a creare quello spirito di emulazione che è comprovato scientificamente.
 Persone deboli e depresse hanno la tendenza a copiare certi comportamenti.
 Se diamo loro tutti i particolari ed una specie di “vademecum” su come suicidarsi, ecco che creiamo una reazione a catena.
Scrivendo dei suicidi si creano due “fonti energetiche negative” La prima per chi sta pensando di farlo ed è sull’orlo della disperazione, l’altra per i famigliari ed i conoscenti e per il clima di dolore che si crea leggendo tali notizie.
Ricordo tanti anni fa, a Pianzano di Godega, ci fu una serie impressionante di suicidi sotto il treno; in pochi mesi, fui chiamato dai carabinieri (lavoravo per Il Gazzettino) per quattro o cinque episodi del genere,in un tempo così breve.
 Mi sembro’ che quello che veniva scritto servisse quasi da “aggancio” per il prossimo, innestando una catena viziosa che sembrava non finire.
Ora che i suicidi sono in aumento, rivedo lo stesso scenario.
 Certo non è che la “colpa” sia dei giornali. In questi casi la colpa non è di nessuno, se non di chi commette il gesto estremo. 
Quello che voglio dire è che l’eccesso di particolari, il voler raccontare queste tragedie personali, e dar loro un’importanza troppo mediatica, secondo me può essere una ragione in più per chi, già debole e provato si trova a dover affrontare dei grossi problemi esistenziali.
Questo è il mio umile appello ai giornali e ai media:minimizzate questi fatti, e anche se non sarà questa la formula che ridurrà il numero dei suicidi, almeno  si riuscirà, non rendendoli troppo importanti dal punto di vista mediatico, ad evitare che chi è troppo debole o depresso per reagire colga lo spunto da quello che legge per fare un gesto che altrimenti potrebbe essere evitato.
(pio dal cin)
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