Indipendenza del Veneto riflessioni

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English: Vector flag of Veneto Italiano: Bandiera vettoriale del Veneto (Photo credit: Wikipedia)
(by pio dal cin) Condivido volentieri il pensiero del Sindaco di Codognè Roberto Bet sul'autonomia del Veneto.
"Roberto Bet
Un pensiero sull’indipendenza del Veneto. In questi giorni ho sentito varie opinioni sul diritto di secessione del Veneto dall’Italia e dalle poche letture fatte sul tema, ritengo, come vagamente ricordo dai libri dell’università, che la Costituzione della Repubblica Italiana non riconosca tale diritto e qualsiasi atto introdotto nell’ordinamento giuridico volto a creare una nuova entità quale il Veneto indipendente, crei un evidente conflitto, irrisolvibile, con la carta costituzionale.
Conflitto che, nel caso in cui venga approvata una legge regionale che istituisca il referendum per l’indipendenza ( e quindi il conseguente diritto), sarà sicuramente portato di fronte alla Corte Costituzionale.
Un organo giudicante, i cui membri essendo per la maggior parte meridionali (11 su 15 provengono da Napoli, Palermo e Roma) non avranno dubbi sulla declaratoria di incostituzionalità di tale legge referendaria.
Questa situazione non deve però demoralizzare lo spirito indipendentista, perché esso costituisce una naturale scelta di un gruppo di cittadini, nel nostro caso di un gruppo di persone che compongono il Popolo Veneto.
Siamo di fronte ad un diritto naturale e in quanto tale viene molto prima di qualsiasi costituzione, così insegnava G. Miglio. Quindi la domanda : come arrivare all’indipendenza? Si dovrà verificare un fatto che avrà un valore giuridico extralegale e politicamente modificativo dell’ordine costituito. Questo fatto può essere violento come una guerra oppure pacifico e “serenissimo” come sta avvenendo con il referendum di questi giorni. Che valore dare a questo referendum ? Sicuramente è un atto di rottura di una parte del popolo veneto dall’Italia. E’ valido così come impostato ? E’ sufficiente ? A questo non so rispondere, sicuramente è un segnale rivoluzionario di fronte al quale lo Stato Italiano non può più far finta di niente. Chi rappresenta lo Stato Italiano, il Presidente della Repubblica in primis, perché non esprime il suo dissenso? Perché non impone la Sua tanto difesa unità d’Italia ?
Il diritto all’indipendenza è quindi un fatto prepolitico e appartiene a quell’insieme di diritti naturali che ci appartengono in quanto soggetti facenti parte del popolo Veneto. Il “fatto” del referendum, democratico, pacifico e serenissimo potrebbe costituire quell’atto sovvertitore dell’ordinamento, qu
ella nuova norma dalla quale far nascere la nuova repubblica Serenissima. Il dibattito è aperto…"

Oltre un milione e trecentomila firme. domani in Piazza dei Signori a Treviso i numeri ufficiali.

Ho gia espresso su questo blog il mio pensiero a riguardo. Autonomia? Magari fosse vero. Sarebbe un sogno che si realizza. La realtà è ben diversa; i meccanismi costituzionali, le leggi, la burocrazia, il centralismo, l'Europa stessa ce lo impediranno. Il Veneto non sarà mai indipendente. Siamo una forza economica alla quale la corruzione dei politici che ci governano non rinuncera' facilmente. Siamo una Regione che da secoli ha creato ricchezza per l'Italia, imprese e innovazioni sono partite dalla nostra terra. Abbiamo tutto cio' che ci serve per essere autonomi ma non succederà.

La Lega ha perso il treno purtroppo, inseguendo un'utopia ancora più grande: la "Padania". Se avessero speso forze e risorse per quell'autonomia che ora stiamo rincorrendo,forse saremo in una situazione diversa e migliore. 

Basta partiti e basta promesse. Non servono più. Chi vuol far politica da oggi prima deve dare qualcosa alla gente, agli operai licenziati, ai giovani in cerca di lavoro, ai pensionati che arrancano per arrivare a fine mese.

L'autonomia non è una cosa dei partiti( per fortuna) è una volontà di un Popolo Fiero di auto determinare la propria forza, le proprie caratteristiche per creare per i nostri figli un futuro migliore in una Terra meravigliosa che fa parte dell'Italia ma che deve staccarsi dagli inutili e continui salassi per foraggiare una classe politica che ha toccato il fondo, senza distinzione tra destre e sinistre

Anch'io ho votato, ma non come leghista, o grillino o comunista; ho votato come Veneto, come Italiano che ama la sua Terra e che, come tanti altri  ha smesso di credere ai politici e alla politica, alle vane promesse elettorali mai mantenute che stanno dissanguando il popolo Italiano in un momento così difficile

Concludo però con una nota positiva. Anche se non riusciremo ad ottenere l'Indipendenza, il messagggio forte che abbiamo lanciato con questo voto è chiaro, e sia l'Europa che Roma non potranno ignorare: Milioni di Veneti vogliono cambiare, e troveranno un modo per farlo.


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