Neve Bomba nel Bellunese

NEL BELLUNESE Un metro e mezzo di neve in tutta la provincia, due metri sui passi: laprovincia di Belluno è letteralmente paralizzata dall'abbondante nevicata e fioccano le disdette negli hotel.
Alcune strade sono state chiuse, così come la ferrovia fra Ponte nelle Alpi e Calalzo per alberi caduti sulla linea (il collegamento è garantito da autobus che partono da Belluno verso Calalzo).
Intere vallate sono irraggiungibili, Cortina è isolata, mentre un gigantesco blackout ha rimesso al buio il Cadore e l'Agordino. Non funzionano i distributori, chiuse le fabbriche, compresa la Luxottica, chiuse le scuole, chiusa anche la ferrovia verso Calalzo. Praticamente sospeso il trasporto pubblico via bus.
La sala operativa della prefettura allestitita alla periferia di Belluno sta cercando di ripristinare il sistema elettrico e dei trasporti al collasso, ma continua a nevicare.
La "bomba" di neve, come annunciato, è arrivata nella notte. Oltre a tutti i passi che collegano con Trentino e Alto Adige è stata chiusa la statale di Alemagna a Tai di Cadore: Cortina e tutta la valle d'Ampezzo sono irraggiungibili. Da Pieve di Cadore si può arrivare in Comelico, ma lì ci si ferma. Del tutto isolata, a causa di una grossa valanga a Soffranco e della chiusura dei passi Duran e Staulanza, anche la valle di Zoldo.
Riaperta in mattinata la regionale Agordina, che era stata chiusa a Sedico, ma si può transitare solo con gomme da neve o catene montate.
E' scattato l'allarme crolli per il palaghiaccio di Alleghe, sepolto da una montagna di neve.
I tecnici di Terna Rete Italia e Enel sono al lavoro da questa notte anche per risolvere il disservizio sulla rete elettrica. Oltre 70 tecnici di Enel e 50 di Terna Rete Italia hanno operato per tutta la notte e altri 100 tecnici Enel sono in arrivo. Per le situazioni più critiche si stanno attivandogruppi elettrogeni. Enel Distribuzione, è detto in una nota, ha operato in anticipo allertando tutte le unità operative del Triveneto e facendo confluire gruppi elettrogeni e personale sin da ieri.
In questo modo e grazie a controalimentazioni di emergenza sulla rete di media tensione, sono state rialimentate in meno di un'ora quasi completamente le cabine primarie di Forno di Zoldo e Zuel. Nonostante questo, risultano al momento disalimentate la valle del Boite, alcune località nel Feltrino e nell'Agordino per un totale di circa 30.000 clienti. Purtroppo, rilevano Terna ed Enel, l'attività di ripristino è fortemente rallentata dalla difficile praticabilità delle vie di comunicazione e dal rischio valanghe.
Intanto, ad essere state chiuse, con ordinanza dei sindaci, sono state anche molte scuole. Assieme alla neve sono fioccate anche le disdette in parecchi alberghi. Molti hanno preferito non affrontare la bufera.
Scuole chiuse stamane a Cortina, ma anche in altri comuni del bellunese, a causa delle forti nevicate che stanno interessando l'area dolomitica da ieri mattina, mentre nella notte si sono registrati alcuni blackout, pare temporanei, in alcune zone del comelico. I tecnici sono al lavoro per riportare la situazione alla normalità.
Una valanga si è staccata questa mattina dal versante sopra la strada che da Longaroneporta in Valle di Zoldo, un chilometro circa dopo l'abitato di Soffranco, investendo la sede stradale per una quindicina di metri, e uno spessore di 4-5 metri, e riversandosi nella vallata del Maé. La superficie è stata bonificata da due unità cinofile della Finanza e le ruspe di Veneto strade e dei vigili del fuoco stanno liberando la strada. Una squadra del Soccorso alpino di Longarone ha risalito il pendio per verificare la possibilità di altri distacchi. Al momento la viabilità non è bloccata e non risultano persone coinvolte.
NEL TREVIGIANO - Protezione civile in allerta sulMonticano e sul Livenza dove la piena è attesa intorno alle 18. Il Sile è uscito a Casier, sommergendo il porticciolo, e a Casale. Numerose piccole frane nella zona collinare fraRefrontolo, San Pietro di Feletto, Cappella Maggiore. In mattinata i vigili del fuoco hanno salvato un gregge in un campo allagato a portobuffolè. per ora non desta preoccupazione il Piave.
IN FRIULI - Un mezzo disastro. La nevicata in corso in Alto Friuli dal mattino di giovedì ha messo in ginocchio strade e paesi in Carnia. Si registrano dai 30 agli 80 centimetri di neve caduta nei fondovalle, e fino ad un metro e mezzo in quota. Il tutto ha provocato slavine, grossi disagi alla circolazione, strade chiuse (il Passo della Mauria off limits, idem la regionale di Forcella Lavardeit, la provinciale di Uccea, quella della Val Raccolana mentre la provinciale per Sauris aperta solo ai residenti). Black out elettrici sono stati segnalati dalla notte scorsa in diversi comuni, da Forni di Sopra a Forni di Sotto, da Forni Avoltri a Comeglians, Paluzza, Paularo, Cavazzo Carnico, Tolmezzo, Zuglio, Ampezzo, causa i rami degli alberi appesantiti dalla neve che sono andati a compromettere le linee elettriche. Scuole chiuse in diversi paesi e mezzi spazzaneve e spargisale in azione ovunque.
Molto colpita anche la città di Tolmezzo dove c’è stato il doppio fenomeno dell’abbondante nevicata sino alla serata di giovedì, alla quale sta seguendo un altrettanto intensa pioggia che da una parte ha appesantito il manto caduto su alberi e tralici dell’alta tensione, dall’altra ha di fatto allagato tantissime arterie cittadine, a causa dei pozzetti e delle caditoie fuori uso perché coperte dalla neve spazzata dalle ruspe.
NEL PADOVANO - Mattinata di massima allerta a Padova e in provincia. In città è il Bacchiglione a creare apprensione: un'onda di piena, già passata da Vicenza, è attesa in serata. ASelvazzano è stato chiuso per qualche ora (e poi riaperto) il sottopasso di via Schiavo collegato con la tangenziale. I fossati di Caselle di Selvazzano sono pieni e l'acqua lambisce la strada in via Pelosa, mentre a Cervarese Santa Croce il castello di San Martino è circondato dall'acqua. Allarme a Este dove il comune ha deciso la chiusura di tutti i ponti in via precauzionale:in questa zona a destare preoccupazione sono il Fratta Gorzone, il Frassine (già esondato durante l'alluvione del 2010) e il Bisatto. Nell'alta padovana monitorato costantemente il Muson dei Sassi, mentre sono stati segnalati cedimenti di sassi dalla Rocca di Monselice, a causa delle precipitazioni persistenti di queste ore.
NEL VICENTINO - A Vicenza è stato diramato lo stato di pre-allarme per la crescita del livello di tutti i corsi d'acqua e in particolare del Bacchiglione, che tre anni fa allagò la città. I cittadini sono stati avvisati anche attraverso l'invio di un sms di allerta. A metà giornata il livello del Bacchiglione, nel pluviometro di ponte degli Angeli, ha avvicinato i 5 metri, dopo che il livello di guardia di 4 metri e mezzo è stato superato alle prime ore dell'alba. Le zone più a rischio in questa situazione restano quelle a sud della città, lontane dal centro storico, con alcune strade già chiuse per allagamenti. Oltre al Bacchiglione, anche gli altri corsi d'acqua del capoluogo (Retrone, Astichello e Dioma) potrebbero dare problemi nel deflusso. Nelle prossime ore sono previste ancora piogge abbondanti, ma a preoccupare è il fatto che dalla notte scorsa piove anche in montagna, sull'Altopiano di Asiago, attorno ai mille metri. 
NEL VENEZIANO - Preoccupazione a Mestre per il livello del Marzenego in via Poerio, nel tratto di fiume riportato alla luce da poco tempo dal Comune, con un intervento che ha sollevato un grande dibattito in città tra favorevoli e contrari. L'acqua del fiume si presenta pericolosamente vicina alle sponde ed il timore di molti negozianti e residenti della zona, davanti ad un fenomeno del tutto nuovo è che, se la pioggia non cesserà di cadere nelle prossime ore, possa verificarsi un'esondazione. La Protezione civile è stata allertata e sta monitorando da vicino l'evolversi della situazione.
Ampi reportage dalle province sul Gazzettino in edicola domani 1 febbraio

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