Bossi chiama Maroni "traditore". Siamo alla frutta?

Roberto Maroni
Roberto Maroni (Photo credit: Wikipedia)
Italiano: Umberto Bossi
Italiano: Umberto Bossi (Photo credit: Wikipedia)
 (by pio dal cin) Bossi alza la cresta, e come tutti i leader politici "doc",fatica non poco a lasciare la poltrona di un partito che ormai non sembra, e di fatto non è piu' quello che era quando era lui il leader indiscusso ed amato dai Leghisti.
In un'intervista a Gad Lerner dice:
"A me non mi ammazza nessuno, e stavolta mi hanno fatto davvero incazzare. Il capo della Lega resto io". A parlare è Umberto Bossi che, in un'intervista a Gad Lerner su Repubblica oggi in edicola, attacca duramente Roberto Maroni ("è un traditore") e sottolinea di non aver mai preso soldi dal partito se non per militanza.

Ma è vero che il bilancio del partito e quello personale erano sovrapposti? "Semmai è vero il contrario. Quando la Lega è nata e magari c'era da comprare un'automobile, i soldi ce li mettevo io di tasca mia. A questo partito ho dato tutto, nessuno osi dire il contrario. Le sembra una casa di lusso, questa? Ha le pareti che vanno in rovina, ci ho anche dovuto fare dei lavori. I disonesti stanno altrove".

Queste dichiarazioni non fanno che avvallare la teoria che vuole i leader politici in generale, lontani dalla realtà di tutti i giorni.
 Le cose sono cambiate,gli scandali ci sono stati ed hanno pesato e peseranno come macigni sulle elezioni politiche ed amministrative, assieme alla crisi che attanaglia le famiglie Italiane stufe di farsi raccontare le solite
storielle dai politici che non solo vivono da nababbi, ma approfittano della loro posizione per farsi gli affaracci loro a scapito del popolo Italiano

Pensare a Bossi come skipper dell'imbarcazione Lega che sta affondando sotto il peso dei fatti conosciuti, sembra un po' anacronistico. A volte c'è più dignità a lasciare il proprio posto consapevoli della propria sconfitta piuttosto che insistere a tenere in mano un timone che nessuno più si fida a lasciarti tenere.

Bossi è stato importante per la Lega negli anni novanta,ha contribuito notevolmente alla sua affermazione come primo partito del Nord. Oggi non è piu' così. Chi additava gli altri come ladroni è stato beccato con le mani nella marmellata . Gli elettori non sono stupidi e non perdonano le ruberie, gli scandali di cui si legge sui giornali quasi ogni giorno.
Tutti i partiti hanno le loro colpe ed e' cosi' che si spiega l'ondata di antipolitica che come un vero e proprio Tsunami si è portata via percentuali intoccabili e leaders che sembravano immortali.

Questo clima belligerante non giova a chi rimane a mandare avanti la "baracca". Tosi non è sicuramente la miglior scelta che la Lega potesse fare nel scegliere il suo segretario. Bravo sindaco forse, ma le scelte e le dichiarazioni, le lettere e le espulsioni ne hanno fatto il meno amato leader della cosi' detta "Lega 2.0".

Tosi distrugge, Tosi crea tensioni, Tosi dvide. Maroni lo difende e sbaglia. Tosi è antipatico.

Domenica si vota a Treviso e Gentilini pagherà per tutte le beghe interne. Perdendo Treviso la Lega perderà il suo caposaldo e si troverà con una grossa spina (di sinistra) nel fianco del progetto della Macro Regione, il Grande Nord che sembra aver preso il posto della "Padania" che non si sente più tanto nominare come prima.

Manildo non farà di meglio dello Sceriffo. Manildo in TV quando parla fa venireil latte alle ginocchia. Personalmente non lo stimo e non lo conosco, ma sono sicuro che lasciarlo governare la Città di Treviso per i prossimi cinque anni sia la cosa peggiore che possa succedere a lui e alla sinistra.

Genty perderà, non perchè la gente non si fida più di lui. I Trevigiani sanno che la sua passione per la Città è vera e schietta (a volte anche troppo). Perderà perchè la gente di Treviso è stufa di vedere la stessa gestione Leghista da vent'anni. E giunta l'ora di cambiare, di voltare pagina e partito. Peccato che sia Manildo a dover raccogliere il testimone, ma sono convinto che tra cinque anni ci sarà qualcun altro a prendersi lo scettro di primo cittadino


Se la Lega vuol salvare il salvabile dovrà organizzarsi in una nuova entità politica, dove i volti di chi non è stato toccato dagli scandali faranno la differenza. Maroni, Zaia, Cota, Caner sono alcuni dei nomi su cui l'elettorato Leghista puo' ancora contare con fiducia, forse, se non è gia troppo tardi per rifondare una Lega che ispiri fiducia ed onesta' in tempi cosi' difficili, guardando al futuro sapendo tagliare con il passato e con coloro che seminano solo zizzania come stanno facendo palesemente Bossi e Tosi
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