Sparatoria a Palazzo Chigi. Se fossero stati colpiti due politici?


(by pio dal cin) Luigi Preiti ha confessato "Volevo sparare ai politici". Peccato, hai sbagliato la mira, sembra volergli rispondere il mondo dei lavoratori disoccupati e degli impreditori soffocati dalla crisi. A Padova appaiono scritte sui muri "Preiti sei tutti noi". La mia solidarietà va senz'altro ai due Carabinieri feriti, gente come noi che stava svolgendo il proprio lavoro; padri di famiglia che non dovevano assolutamente diventare il bersaglio di una rabbia repressa che alla fine della giornata ha sparato nel mucchio.
Ogni giorno, al bar, in strada, quando parlo di politica con le persone che incontro, il sentimento di odio verso i politici (senza distinzione di destra o sinistra) è notevolmente aumentato, e si sentono frasi come "Sarebbe ora di dar loro una lezione" oppure "Se potessi gli darei volentieri una randellata sugli zebedei".
Possiamo dire tutto quello che vogliamo, raccontarci la storia di Cappuccetto Rosso o della Bella Addormentata. Se vogliamo dire la verità, su come la pensa veramente la gente comune, possiamo dire che se al posto dei due poveri Carabinieri fossero caduti sotti i colpi di Preiti due politici ( a caso), lo sdegno non sarebbe stato così forte.

Inutile dare la colpa o puntare il dito contro +Beppe Grillo., anzi, se non fosse stato per lui che con il suo movimento ha attratto lo scontento di milioni di Italiani, che attraverso lui hanno potuto tradurre in voto la loro rabbia verso una classe politica inetta ed incapace di risultati concreti, gli episodi di questo tipo sarebbero stati molti di più e forse anche più cruenti.

Cercare i colpevoli di una situazione economico-sociale così drammatica che ha portato a centinaia di suicidi tra imprenditori e lavoratori disoccupati è difficile per i politici; per chi li guarda dal basso, come le famiglie in difficoltà, i pensionati, i giovani senza lavoro, imprenditori soffocati dalle tasse, è facile individuare i colpevoli in una classe politica che si è permessa di prendersi due mesi di tempo per formare un governo che era urgente aver creato immediatamente. 

Se l'"odio" verso la politica e chi la rappresenta è in crescita, ogni persona che sia stata chiamata a rappresentare il Popolo Italiano in Parlamento, deve sentirsi responsabile. 

Dal Governo Prodi a quello di Berlusconi,dall'estrema sinistra all' estrema destra, nessuno si puo' sentire esentato dalle colpe di un disastro sociale che contrasta e stride con tutti i privilegi di una Casta che ha dato l'impressione di preoccuparsi solo delle buone uscite,  stipendi e delle pensioni d'oro che ricevono o andranno a ricevere alla fine dei loro mandati.

Oggi il nuovo Governo Letta ha incassato la fiducia. Speriamo che riescano a dare delle risposte immediate all'emergenza sociale che si è venuta a creare. La gente comune ha bisogno di fatti. Le parole sono state sprecate e alle promesse non crede più nessuno da tanto, troppo tempo





"Se vogliamo possiamo raccontare la storia di Cappuccetto Rosso. La verità è e rimane una sola. Il gesto di questa persona va sicuramente condannato, e lo è stato. Per chi come me, vive ogni giorno la realtà (cosa che spesso sfugge ai politici) la verità è un'altra.
Se al posto dei due poveri ed innocenti Carabinieri, ai quali va la mia più grande solidarietà, fossero stati due politici (a caso), forse la reazione del "Popolo"  sarebbe stata meno dura. Nei bar, nei posti di lavoro, per strada si sentono spesso frasi come "Sarebbe ora che..." "Se potessi dare ai politici una randellata sugli zebedei" e altre frasi che rispecchiano un odio frustrato dall' incompetenza e lentezza dei nostri politici ad occuparsi dei problemi "reali" del Paese.

La diciasettesima legislatura inizia sotto una cattiva stella, bagnata di sangue, che va ad aggiungersi alle centinaia di episodi che hanno visto imprenditori e gente in difficoltà economiche togliersi la vita in questi ultimi due anni.  .Tutti i politici debbono fare il loro "mea culpa" invece di puntare il loro dito uno contro l'altro cercando responsabilità che sono di tutti coloro si sono presi la responsabilità diu guidare un Paese fuori dai pantani di una crisi senza precedenti".

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