Bersani, lo sfigato delle “Idi di Marzo”

Bersani a Bologna
Bersani a Bologna (Photo credit: framino)
(by pio dal cin)

Bersani, lo sfigato delle “Idi di Marzo”.


Tutti, anche quelli che non erano studenti modello, sanno che cosa sono le “Idi di Marzo”. Magari non nel dettaglio; di sicuro però sappiamo che è il periodo a metà del mese di Marzo in cui la congiura contro Giulio Cesare fu messa in atto, e portò alla morte del Condottiero più amato dai Romani di allora.

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English: Beppe Grillo in Viareggio Italiano: Beppe Grillo a Viareggio (Photo credit: Wikipedia)
Bersani probabilmente verrà insignito dell'incarico da parte di Napolitano con lo scopo di vedere se ci sono le premesse e la possibilità di formare un Governo dopo un risultato elettorale che nessun leader politico al mondo avrebbe voluto. L'incarico a Bersani verrà dato proprio il 15 Marzo, e l'analogia con Giulio sarà balzata agli occhi del leader del Pd, procurandogli una piccola extra dose di insonnia, (sempre che ne avesse avuto bisogno) e qualche incubo notturno.

Si, perchè lo sanno tutti che il tentativo di formare un Governo con Grillo fallirà. Con Berlusconi, lo ha già annunciato in conferenza stampa, non ci sarà nessun accordo (sarebbe come prendere in giro chi lo ha eletto).

Quello che interessa di più è cosa accadrà dopo. Bersani è il classico “Dead man walking” del film “Il raggio verde” (così venivano chiamati I condannati a morte negli USA mentre camminando di fronte alle celle dei compagni, nel braccio della morte si avviavano alla stanza dell'esecuzione capitale).

Povero Bersani... ci aveva creduto dopo le primarie che lo avevano visto sbarazzarsi dell'unico candidato premier (Renzi) che avrebbe veramente fatto l'enorme differenza alle urne. Lo sbaglio di Renzi è stato quello di dire la verita'? No, ha fatto bene, perchè ha messo a nudo la vera retroguardia del partito, quella che minacciata di “rottamazione” da parte del sindaco di Firenze, ha fatto quadrato attorno a Bersani, e si è fatta conoscere per I sistemi da “nomenclatura” che riportano ai tempi ormai per fortuna lontanissimi del Comunismo. Durante la campagna per le primarie, I quattro contendenti a Renzi minacciarono un esposto alla procura per un manifesto che aveva fatto pubblicare sui giornali chiedendo I voti agli elettori. I quattro burattini di D'Alema Prodi Veltroni e Bindi (sempre dietro le quinte per non apparire impopolari) e candidati alle primarie, e cioè Puppato, Vendola,Bersani e Tabacci
minacciarono un esposto contro il candidato Toscano, dando un fulgido esempio di democrazia.

Renzi è stato intervistato da Fazio ieri a “Che tempo che fa” e pur conservando una lealtà encomiabile verso chi lo ha sconfitto, lancia il “nono punto” rispetto all'Agenda Bersani che ne comprende otto.

Il Nono Punto di Renzi è la restituzione dei rimborsi elettorali, che putroppo però, fatta con il senno di poi assomiglia più ad una scopiazzatura del programma di Grillo, intesa a raccogliere qualche consenso in vista delle prossime elezioni che sembrano inevitabili.

“Se torneremo alle urne rifaremo le primarie..” Dice Renzi, facendo velatamente capire, ma non proprio così velatamente, a quanto creda al successo di Bersani nel formare il nuovo governo, e di fatto rilanciando la propria candidatura che questa volta pero' non darà più gli stessi frutti che avrebbe dato alle elezioni di Febbraio.

Così, mentre Bersani si avvia al patibolo politico che ne decreterà la morte politica, e Renzi rilancia se stesso come candidato, quello che incassa è ancora una volta Beppe Grillo, poichè gli elettori si chiederanno “ Ma Renzi non sta facendo quello che aveva detto di fare Grillo?” e questo porterà ad un'altra emoraggia di voti verso il Movimento Cinque Stelle.

“Siamo arrivati primi ma non abbiamo vinto” è la frase che Bersani poteva tenere nel cassetto, assieme a quel “Tutti a casa, compreso Grillo”. Il leader del Pdl ha speso troppe energie in questa campagna elettorale, e se qualche mese fa “pontificava” come se già fosse il Premier del Paese, ora si avvia lentamente ed inesorabilmente verso l'appuntamento con la sua “morte politica” che se non altro potrà avere la (magra) soddisfazione di dire, averrà nello stesso giorno di un uomo che la Roma Antica ha decretato come uno dei più popolari di tutti I tempi: Giulio Cesare.  

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