La bandiera che non c'è

Esporrò la bandiera Italiana il 17 marzo. Non certo perchè lo chiede Bersani o la sinista che, famelica di consensi popolari torna a cavalcare il patriottismo come ultimo baluardo di idee che non ci sono per rinnovare l'Italia.

Esporrò la bandiera perchè mio padre combatte' per quei colori e fu internato dai nazisti per 18 mesi in un campo di lavoro da dove ritornò piegato ma non spezzato. Mio nonno Pietro era un "ragazzo del '99" e combattè sul Piave sotto lo stesso vessillo.

Penso anche alle migliaia di Alpini morti durante la campagna di Russia, a tutti i caduti delle guerre che prima di addormentarsi per sempre hanno visto il Tricolore e credevano fermamente nei valori per i quali stavano morendo per "regalarci" quella libertà che oggi diamo troppo spesso per scontata.

Esporrò la bandiera, che non vorrà essere ne di destra ne di sinistra, ma solo una bandiera Italiana.

In questi mesi ne ho sentite di tutti i colori sulla bandiera e sul fatto di dover o meno celebrare il 150 esimo anniversario dell' Unità d'Italia o meno. Penso sia giusto che ognuno si senta libero di fare come meglio crede. Non si può imporre una celebrazione. Sarebbe come obbligare uno ad andare a Messa o a festeggiare un compleanno contro la sua volontà. La libera scelta non è un'opzione, è una garanzia della nostra democrazia. Non scandalizziamoci allora se uno si sente di non festeggiare l'Unità d' Italia o se un'altro lo vuol fare esponendo bandiere più o meno enormi alle finestre. Ognuno dev'essere lasciato libero nella propria scelta punto e basta.

Il vero scandalo dovrebbe essere rappresentato dalla litigiosità e dal malcontento che imperversa nella politica italiana da parte di parlamentari che vanno in pensione dopo due anni di legislatura con il decuplo di una persona che lavora onestamente per più di quarant'anni e percepirà una pensione "minima". Il vero scandalo sono i privilegi dei parlamentari, le auto blu, i viaggi gratis, i telefonini, i computer regalati e tutti gli sprechi del Palazzo ai quali nessuno vuole rinunciare perchè "va bene così" da duemila anni.

Di fatto esistono Tre Italie, è inutile che ci prendiamo in giro con dei bei discorsetti e frasi patriottiche che ci fanno commuovere. Anche metereologicamente l'Italia è divisa in Nord Centro e Sud; e allora che male c'è ad essere Tre realtà ben divise sotto una stessa bandiera pur essendo Italiani a tutti gli effetti?

Negli States, dove ho avuto l'opportunità e la fortuna di vivere e lavorare, ci sono 52 Stati Federali. Ogni Stato è libero di promulgare le sue leggi in base alle esigenze geografico- politiche che lo riguardano.

In Alaska in inverno ci sono 30 gradi sotto zero. In Florida 30 sopra. Come possono Stati così differenti avere leggi e norme uguali? Impossibile. Ecco la forza del Federalismo. Avere 52 Stati sotto un'unica Bandiera, pur essendo diversi tra di loro: la celebrazione della "diversità" nell'Unita' degli Stati.

Ad ogni manifestazione sportiva, ad ogni recita scolastica, ad ogni cerimonia ufficiale o non, viene sempre intonato l'Inno Nazionale e tutti si alzano in piedi, con la mano sul cuore e se non conoscono le parole stanno in silenzio fino alla fine dell'Inno. Eppure le differenze ci sono, e sono quelle che rendono ogni Stato dell'Unione diverso dall'altro, con rivalità e campanilismi che farebbero arrossire gli abitanti dei nostri paesi.

Quello che non mi piace di tutto questo rumore e questa strumentalizzazione della bandiera fatto dalla sinistra che sembra volerci insegnare che la Bandiera Italiana è più a sinistra che a destra.

Sarebbe meglio che invece di criticare proponessero qualcosa di concreto, ma come fanno con i soliti nomi che si rincorrono nel Palazzo da decenni scambiandosi di posto come nel giochino dei numeretti che facevamo alle elementari dove mischiando i tasselli dall'1 al 15 dovevamo rimetterli in ordine? Che governo ci sarà dopo il tanto criticato Berlusconi? Il governo Bindi, Veltroni, Bersani, Franceschini, o magari D'Alema e perchè no Prodi?

Beh al centro come alternativa ci sarebbero i "tre moschettieri" Casini Fini Rutelli (quelli che stanno al centro di solito scivolano storicamentepiù facilmente a sinistra ma "sono pronti a sostenere un governo a destra" se gli fa comodo). I soliti "voltagabbana", i più viscidi e più inclini al tradimento politico in cambio di una comoda poltrona di lusso. Allora ci sarebbe un governo Fini, Bocchino, Casini, Rutelli? Con aperture a Vendola (perchè parla bene?).

Meno male che ci sono Bossi, Maroni, Zaia, Tremonti, Cota Alfano e tanti altri che assieme a Berlusconi (anche se qualche sbaglio l'ha fatto) ci garantiscono una stabilità che non avevamo da anni e che è venuta a mancare solo in parte grazie allo "sgambetto" di Fini.

Esporrò la Bandiera il 17 marzo, anche se la vorrei un po' diversa; con un Leone di San Marco al centro, a significare l'Unione dell'Italia e la peculiarità del popolo Veneto del quale sono orgoglioso di far parte.
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