L'ora del cambiamento per la Lega è giunta

Sappiamo tutti delle vicende di Berlusconi, il voto della bicamerale, il decreto del consiglio dei ministri e la "bocciatura" da parte di Napolitano. Premetto che non credo a tutte le storie che si leggono sui giornali riguardo al caso Ruby e che in gran parte siano strumentalizzazioni volte al siluramento di Berlusconi e la caduta del governo che di fatto era già iniziata con il caso Fini.

Sinceramente e personalmente penso che Napolitano abbia fatto bene a non controfirmare un decreto ministeriale che portava con se una forte componente "antidemocratica" visto che, se la bicamerale aveva espresso il suo voto, forzare la mano con un decreto volto a far passare per forza la legge, avrebbe avuto quel sentore di poca correttezza che avrebbe fatto più male che bene.
Se il federalismo municipale, o regionale, o nazionale deve diverntare una realtà, dovrebbe esserlo a furor di popolo, e non per mezzo di un decreto fatto in fretta e furia.
La crescita della Lega ha dimostrato a dismisura il volere dei popoli del Nord Italia ed il desiderio di un radicale cambiamento contro il vassallaggio di Roma, la sua  burocrazia che succhia continuamente le risorse dai tempi dell'impero romano. Al di la del grido "roma ladrona..." rimane una realtà che vede il nord penalizzato per la sua produttività invece che esserne premiato con la ri-distribuzione delle proprie risorse sul territorio invece di andare a foraggiare leggi speciali per un centro-sud sempre pronto a chiedere risorse al laborioso Nord.
E' questa l'ora di un cambiamento che tutti auspicano.Non si può continuare a parlare di beghe personali o scandali e gossip. Tutti vogliono che si cominci una nuova fase politica con le riforme promesse della giustizia, sul federalismo. Senza una sinistra che continua ad arrampicarsi sugli specchi ed è pronta a qualsiasi alleanza pur di governare, ma che non riesce da anni a proporre nomi nuovi se non quelli di D'Alema, Bersani, Franceschini, Bindi, Veltroni. (che palle!!).
Il Paese ha bisogno della serietà e della determinazione di un centrodestra coeso, com'era prima del "tradimento" di Fini che privato dello scettro di presidente del suo partito non ha rinunciato a consegnare il suo amico-alleato di un tempo Berlusconi, in pasto alle sinistre arrabbiate perchè non riescono più da tempo a "produrre" un leader che abbia delle idee vere e come un cane che si mangia la coda si arrotolano su se stesse, proponendo gli stessi nomi da decenni,riposizionandoli sperando di sortire chissà quale sortilegio magico, ma, come il cane che si mangia la coda fanno solo aria e rimangono stordite dal loro stesso movimento.
Berlusconi è stato un leader capace. Lo ha dimostrato soprattutto nella scelta della squadra di Governo. Bossi,Tremonti, Maroni, Alfano, La Russa, a suo tempo, prima di diventare Governatore del Veneto, Luca Zaia.Tutta gente valida, con le idee chiare per apportare i cambiamenti di cui l'Italia ha bisogno. E' giunta però l'ora di un cambiamento che dia freschezza alla destra, e che potrà avvenire solo attraverso le elezioni anticipate per due semplici ragioni:

La prima è che Berlusconi non accetterà mai di dimettersi, e fa bene, per non dare la soddisfazione alle sinistre di averlo liquidato con degli scandaletti da cronaca rosa dopo essersi per anni accollato gli oneri e gli onori di aver portato l'Italia  fuori dal "pantano" prodotto dai governicchi della sinistra.

La seconda è che il suo alleato principale, Bossi, non potrà "scaricarlo" come se fosse una zavorra solo perchè lo chiedono i Bersani, i Di Pietro, I Casini che tanto son bravi a scagliare le prime pietre, quanto a razzolare male. E' facile colpire l'avversario quando è a terra ferito, ed è questo che stanno facendo i fautori di questo fantomatico trio del cosidetto "terzo polo" che esiste solo nella fantasia.

Se Berlusconi da segni di stanchezza e di stress è comprensibile. Per tanti anni è stato nell'occhio del ciclone e sfido chiunque a combattere le battaglie che ha combattuto lui senza perdere "qualche pezzo".

Tuttavia, la storia ci insegna che nessuno dura in eterno, e come c'è stato un periodo pre-Berlusconiano, ce ne sarà uno post-Berlusconiano. Ognuno è utile ma nessuno è indispensabile, e la storia del nostro Paese deve continuare anche dopo Silvio.

A lui, da buoni alleati, bisogna dare "l'onore delle armi" e questo passa solo attraverso le elezioni anticipate, dove la ri-affermazione della destra riconsegnerà agli Italiani la fiducia di andare avanti e di uscire da questo pantato politico ed istituzionale che si è venuto a creare negli ultimi mesi e che sta dissanguando un'Italia allo stremo per la situazione economica generale di cui siamo testimoni negli ultimi anni, ed un panorama politico che ormai è fatto solamente di botte e risposte ai colpi di scena proposti da una sinistra allo sbando.

Se il cambiamento che tutti auspicano deve passare per le elezioni anticipate allora non aspettiamo oltre, e facciamo questo coraggioso passo verso il nuovo; e se questo vorrà dire che Berlusconi non sarà più al timone, non sarà certo la fine del mondo, ma forse l'inizio di una nuova fase costituente che tutti gli Italiani si augurano, cominci al più presto.
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