Un pensiero alla badante deceduta in via xxx ottobre

http://www.youtube.com/my_videos_edit


Un pensiero pietoso per la signora Ucraina che aiutava amorevolmente nella sua infermità un nostro conpaesano su una carrozzella. Il destino ha voluto che il suo percorso terreno si fermasse proprio qui, a Codognè, su una strada che aveva percorso centinaia di volte. Ho sentito in tivù che era vedova e che lascia due figli e dei nipoti.
Ho avuto l'occasione di poterle parlare alcune volte incontrandola per strada mentre scortava con pazienza la persona alla quale accudiva con cura e dedizione. Era una persona semplice e buona, costretta come tante altre da avversità economiche a dover emigrare in un paese lontano, sconosciuto, come hanno fatto in passato tantissimi nostri amici, parenti, nonni e bisnonni.

Qui a Codognè si era integrata ed era ben voluta in quanto persona che lavorava e dava il suo prezioso contributo alla comunità.
Troppo spesso leggiamo di intolleranze verso gli stranieri, gli extracomunitari. I fatti di cronaca che li vedono  protagonisti a volte spingono a generalizzazioni troppo spicciolate e facili.

L'esempio che questa persona ha lasciato è  buono, ed è anche la prova che chi vuole venire nel nostro paese per integrarsi e lavorare, è il benvenuto, e non è vero che siamo tutti razzisti e non vogliamo che gli "stranieri" vengano ad "usurparci" il posto di lavoro.

Personalmente ho provato cosa significa emigrare e  posso benissimo capire quello che provano quelli che tentano la stessa strada oggi qui in italia e nei nostri paesi.

Ci sono però purtroppo delle "mele marce" che con il loro comportamento attraggono la rabbia e l'ira dei cittadini, come nel triste caso di Lamezia Terme, dove un folle con un'auto troppo grossa per lui e una droga troppo forte da sopportare, ha ucciso non una ma sette volte, facendo piombare un'intera comunità nel dolore.
Questi sono gli elementi da isolare, da espellere, da trattare veramente con il massimo della severità. Non ci possono essere buonismi per stupri, omicidi, rapine efferrate in villa. Le pene devono essere esemplari e inflitte in modo che vadano scontate senza ripensamenti. Solo così facendo garantiremo la sicurezza nelle nostre case e sulle nostre strade dove ogni anno perdono la vita in media 4.500 persone; è come se ogni anno un paese della grandezza di Codognè venga spazzato via dalla mappa. Tredici persone al giorno perdono la vita in media sulle strade Italiane.
E' una vera e propria guerra che non risparmia nessuno, e come scrivevo alcuni mesi fa nel mio blog (http://www.piodalcin.wordpress.com/)  è più facile per un giovane arruolarsi volontario ed andare in Afganistan  e ritornare sano e salvo, piuttosto che un suo coetaneo che ogni sabato frequenta le discoteche al sabato sera.

Questo è inaccettabile, come è inaccettabile restituire la patente a chi ha già ucciso una volta sulla strada sotto l'effetto di droghe, alcool, o per "semplice" distrazione. (in America la stragrande maggioranza di incidenti succede in questi anni a causa di distrazioni dovute all'uso di SMS e cellulari durante la guida).

Così il marocchino che ha ucciso sette volte, con un buon avvocato, e i soldi che ha messo da parte chissà come, ritornerà a breve tempo libero di guidare e tornare ad uccidere come ha già fatto. Questa è la vera emergenza; questa è la vera piaga sociale alla quale i politici assistono inermi ed incapaci di legiferare in modo semplice e dettato dal "buon senso".

A cosa ci serviranno tutte le novità che verranno promulgate per renderci la vita migliore quando la nostra vita, una volta che ci sediamo al volante della nostra auto, o inforchiamo una bici, può terminare improvvisamente  a causa di qualcuno che usa le auto come se fossero delle armi puntate sulla folla inerme?

Non è forse questo Terrorismo? Non saprei come altro definirlo perchè, se una grossa auto impazzita può fare più male e puo' uccidere più persone di un bazooka, dobbiamo fare in modo che chi ha commesso un tale gesto sia messo nello stato di non  nuocere MAI PIU' alla società dove ha arrecato un danno così grave.

Concludo tornando con il pensiero per l'ultima volta alla signora Ucraina, ringraziandola virtualmente per il  contributo che ha dato nella sua opera di assistenza accompagnandola con il pensiero ed una breve preghiera nel suo ultimo viaggio.
0